venerdì 18 aprile 2014

Cile: musica, ritorno al passato

Santiago, 22 marzo 2014. Le strade della capitale, "las anchas alamedas", tornano a riempirsi di gente in marcia. Sembra di essere tornati ai primi anni Settanta, ai tempi del movimento di Unidad Popular che avrebbe poi portato alla guida del paese il primo presidente marxista eletto democraticamente in America Latina: Salvador Allende. O, comunque, la colonna sonora è la stessa.
Il logo della campagna
Sì, perché il 22 marzo (la prima delle tante manifestazioni programmate), la gente è scesa in piazza, capitanata da decine di musicisti, a urlare lo slogan Mas Música Chilena (più musica cilena). Uno slogan che diventa subito un logo e un hashtag che invade i principali social network.
Ciò che chiedono i musicisti, soprattutto i giovani, è che almeno il 20% del palinsesto radiofonico del paese sia dedicato alla musica dei tantissimi gruppi e solisti cileni. Non come ora, che quasi la totalità delle messe in onda riguarda musica d'importazione, soprattutto reggaeton.
Insomma, i cileni voglio ascoltare in radio i loro idoli casalinghi. Ma che tipo di musica si produce in Cile al giorno d'oggi?
Siamo a 40 anni di distanza dal sanguinoso colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti. Quello che depose Salvador Allende, che nel blitz al palazzo presidenziale perse la vita. Quello che rinchiuse nello stadio della capitale 5 mila attivisti politici di sinistra, tra cui Victor Jara, uno dei più grandi cantautori latinoamericani, torturato e ucciso pochi giorni dopo. Quello che sterminò tutta la cultura cilena, perseguitò e vessò il poeta Pablo Neruda, che morì prima di poter espatriare. Quello che soffocò il movimento culturale e musicale nella Nueva Cancion Chilena (Ncch), legato indissolubilmente a doppio filo con la campagna politica di Salvador Allende.
I componenti del gruppo La Horda durante la campagna
per chiedere il 20% in più di musica nazionale
Un movimento artistico, quello della Ncch, iniziato negli anni Sessanta, la cui paternità è legata principalmente a nomi indimenticabili quali Victor Jara, Violeta Parra e i suoi due figli, Ángel e Isabel, Patricio Manns, Patricio Castillo, Sergio Ortega, Eduardo Carrasco. Un movimento artistico che si proponeva di recuperare la musica tradizionale, la musica popolare (nel senso di ritmi e canzoni che appartengono al popolo, non nel senso che diamo noi a questo termine, che equivochiamo tra "musica popolare" e "musica che ha popolarità", nel senso di notorietà). Un movimento musicale che presto si lega alla musica andina, che, seppur più tipica di paesi quali Bolivia, Perù ed Ecuador e che sfiora il Cile solo per un lembo del grande norte (la zona del deserto di Atacama al confine col Perù), si unisce perfettamente alla Ncch nella visione panamericana di Violeta Parra, che porta in Cile strumenti musicali tipici delle zone andine, come il charango.
Quel movimento che è conosciuto in tutta Europa soprattutto per l'opera di complessi rimasti "intrappolati" dal colpo di stato: il gruppo fondato da Victor Jara, i Quliapayun, che chiesero asilo politico a Parigi e gli Inti-Illimani, che l'11 settembre 1973, il giorno del colpo di stato, si trovavano a Milano per un concerto e per 15 anni rimasero in Italia, a Roma, in attesa di poter rientrare in patria.
Sono passati appunto 40 anni da quel terribile 11 settembre: proprio lo scorso anno si sono svolte in Cile e in tutti i paesi dove sono rimaste grosse comunità di cileni allora esiliati, manifestazioni di ogni tipo.
Leit motiv delle celebrazioni: 40 años los mismos sueños (40 anni gli stessi sogni) e Ni perdón ni olvido (né perdono né oblio). Di gruppi musicali in Cile ce ne sono tanti, come tanti ce ne sono sempre stati in tutta l'America Latina. Tanti gruppi o musicisti solisti, tantissimi giovani. Che usano i mezzi dei giovani: i social network, i video clip, le dirette in streaming dalle sale di registrazione. Che fanno la musica dei giovani: rock, pop, musica leggera. Che usano gli strumenti dei giovani: chitarre elettriche, batterie, bassi.
Ma con una particolarità: il recupero del passato. Sempre più giovani musicisti cileni, infatti, stanno recuperando i valori della loro tradizione musicale, riscoprendo i cantautori della Ncch, i ritmi folkloristici, la musica andina. E spesso legano il discorso artistico alla protesta politica. Perché se la dittatura è finita, la situazione politica, economica, sociale del paese ha bisogno di percorrere di nuovo molta strada.
Un immagine della manifestazione Mil guitarras para Victor
Così, ai gruppi storici tradizionali come Quilapayun, Inti-Illimani (che nel frattempo si sono divisi in due complessi separati), gli Arak Pacha, Los Jaivas, i Kollahuara, gli Illapu, tanto per citare i più famosi, ecco affiancarsi nuovi nomi di gruppi e solisti. Che riscoprono i grandi valori del passato e, tra le tante manifestazioni per i 40 anni dal colpo di stato, organizzano Mil guitarras para Victor (Mille chitarre per Victor), un raduno dove vengono alzate in aria le chitarre per commemorare Victor Jara nel 40° anniversario della sua morte, per ricordarne il sacrificio, il martirio, la tortura, la sua immensa umanità. Ma vediamo quali sono i più famosi e operosi gruppi o solisti che ripropongono le indimenticabili canzoni della Ncch.

Figli d’arte
Camilo Salinas
I primi giovani ad accostarsi alla musica tradizionale e alla riscoperta della Ncch sono sicuramente i "rampolli" dei maestri che hanno fatto grande la storia della musica cilena, e che continuano, spessissimo al fianco dei genitori, a riproporre gli intramontabili successi.
Magari con strumenti nuovi e arrangiamenti moderni, come nel caso di Camilo Salinas, figlio di Horacio Salinas, (compositore, leader e direttore artistico degli Inti-Ilimani, ora di Inti-Illimani Histórico, a seguito della scissione del gruppo in due distinti complessi), che suona pianoforte e bandoneón nel gruppo del padre.
Sebastian Seves
Cristóbal Berrú
Appassionato di tromba, suona anch'egli con il padre ma in un gruppo a parte, Los Insobornables, Cristóbal Berrú, figlio di uno dei fondatori degli Inti-Illimani, Max Berrú.
Sempre parente di un componente del gruppo Inti-Illimani Histórico è Sebastian Seves, detto Tato, nipote della più bella voce maschile dell'America Latina, José Seves. Sebastian è compositore, suona chitarra e percussioni in vari gruppi, come La Orquesta Popular, e ha recentemente inciso Tormenta 'e cuecas, un cd che raccoglie canzoni al ritmo di cueca, il ballo nazionale cileno.
Ismael Oddó
Attivissimo in campo musicale è Ismael Oddó, figlio dell'indimenticabile Guillermo Oddó del complesso Quilapayun. Guillermo, soprannominato Willy, fu assassinato da una prostituta all'età di 48 anni. Nel 2003, quando alcuni dei vecchi esponenti del gruppo Quilapayun, si riunirono dopo anni, integrarono nell'organico alcuni musicisti nuovi, tra cui Ismael, che appartiene anche al gruppo di rock cileno Clectivo Cantata Rock e incide anche come solista.
Sul palco insieme ai genitori anche i nipoti di Violeta Parra, Angel Parra jr. con il padre Angel e Tita Parra, con la madre Isabel.

Il gruppo Quilapayun oggi è formato da Eduardo Carrasco, Carlos Quezada,
Hernan Gomez, Ruben Escudero, Hugo Lagos, Guillermo Garcia,
Ricardo Venegas, Ismael Oddó, Sebastian Quezada, Ricardo Venegas jr. (Caito)
e Fernando Carrasco


Veterani e juniores
Inti-Illimani Histórico. Da sinistra: Fernando Julio, Camilo Salinas, José Seves,
Horacio Durán, Danilo Donoso, Hermes Villa-Lobos Bernadotte e Horacio Salinas
 


















Non è solo Camilo Salinas l'unico giovane entrato a pieno titolo nel gruppo Inti-Illimani Histórico.
Al fianco dei tre maestri di sempre (Hoacio Salinas, Horacio Durán e José Seves), sono diventati componenti ufficiali del gruppo altri 3 giovani: il bassista Fernando Julio, il percussionista Danilo Donoso ed Hermes Villa-Lobos Bernadotte, un giovanissimo virtuoso del flauto traverso.
Claudius Rieth
Felipe Gana
Giovanissimo anche il talentuoso ingegnere tecnico del suono, Claudius Rieth, fondatore della sala di registrazione Estudios Triana e il tirocinante Felipe Gana Schulbach. Claudius è anche un apprezzato cantante di musica pop con all'attivo già diversi cd.
Giovani troppo seri? No, se si pensa che Danilo, Camilo e Fernando fondano un trio, che chiamano Los Bipolares, con cui fanno musica pop, con videoclip girati da registi professionisti come qualsiasi gruppo di musicisti giovani farebbe oggi. Divertente anche una versione rimodernizzata di Tu vuo fa l'americano di Renato Carosone (Camilo Salinas è nato e vissuto in Italia durante gli anni dell'esilio per la dittatura).
Inoltre, Danilo, Fernando e Claudius, insieme ad altri musicisti, hanno ora aderito a un progetto che ha appena lanciato il video della canzone Mi Cazuela (qui su YouTube), primo lavoro del Colectivo Musicalisazón, che ha l'obiettivo di promuovere e diffondere la cucina cilena come opera d'arte. Il lavoro, sottilmente ironico ed estremamente delicato, ricorda quello che potrebbe essere il surrealismo di Elio e le Storie Tese.


Gli Inti-Ilimani®. Da sinistra: Efrén Vera, Jorge Coulón,
Marcelo Coulón, Juan Flores, Daniel Cantillana, César Jara,
Manuel Meriño. Seduto al centro Christian González
Cesar Jara
Stessa alternanza tra veterani e giovani nell'altro gruppo rimasto dopo la scissione in due degli Inti-Illimani, gli Inti-Ilimani®. Accanto agli storici fratelli Jorge e Marcelo Coulón e al decano Juan Flores, si sono aggiunti i giovani Daniel Cantillana (1974), approdato alla musica per caso (da giovane saltò dagli studi di arte a quelli di Ingegneria commerciale); Christian González (1974), che arriva dall'Istituto di musica dell'Università cattolica del Cile, dove ha seguito  studi come Interprete di flauto traverso; il figlio d'arte Manuel Meriño (1972), che si avvicina alla musica all'età di dieci anni, a 12 di iscrive al Conservatorio di Talca e nel 1991 frequenta la Scuola moderna di musica dove consegue un diploma di composizione e arrangiamenti con specializzazione in musica popolare; Efrén Vera (1971), il membro cubano del gruppo che ha portato ritmi e sapori del centro-america e il giovanissimo César Jara (1979), apprezzato chitarrista con studi in chitarra classica e predisposizione agli stili e alle tecniche della musica di radice popolare.

a sinistra: Ricardo Venegas, Claudio Delgado,
José Ahumada, Washington Merino, Eduardo Yáñez,
Héctor Delgado e Jorge Tapia
Nasce invece da una "costola" del gruppo Quilapayun, Ricardo Venegas, il Conjunto Preludio, che dal mese di maggio proseguirà solo con i giovani componenti, Héctor Delgado (membro informale dei Quilapayun), Claudio Delgado, Washington Merino e José Ahumada. Rimane fisso il repertorio scelto, molto fedele alla produzione anni '70/80 dei Quilapayun. Conjunto Preludio è un progetto d'arte nato per riscattare una parte importante della cultura popolare cilena che si è arricchita al calore delle innumerevoli conquiste sociali, anche se ottenute a costo di enormi sacrifici. Nascono nel 1998 sotto l'egida del progetto finanziato da Fondart, che intende inscenare teatralmente l'opera Santa Maria de Iquique, cantata popolare composta dal musicista cileno Luis Advis verso la fine del 1969 per il complesso Quilapayun. L'opera è formata da 18 parti, di cui 5 recitativi, originariamente interpretatati da Héctor Duvauchelle. La cantata narra l'episodio noto come il massacro della scuola di Santa Maria di Iquique, avvenuto il 21 dicembre del 1907 a Iquique, città del nord del Cile, per mano del generale Roberto Silva Renard durante la presidenza di Pedro Montt.

Los Bunkers
Forse il primo dei gruppi di giovani a inserire nel proprio repertorio alcuni dei brani della tradizione della Ncch è il complesso rock Los Bunkers, banda di rock cileno di Concepción formata nel 1999 da due coppie di fratelli, Fernando e Mauricio Durán, Álvaro e Gonzalo Lopez più Mauricio Basualto. Il loro stile di rock è intensamente influenzato dalle sonorità anni '60/70 e da composizioni provenienti dalla radice folklorica, fortemente ispirate alla Nueva canción chilena. Los Bunker hanno anche collaborato in vivo e inciso con il gruppo Inti-Illimani.

Bloque Depresivo
Un po' "sui generis" è Bloque Depreviso, il gruppo nato in senso alla banda di cumbia cilena Chico Trujillo: Bloque Depreviso recupera tristi ballate, boleros, valzer peruviani. Tutto inizia nel 2007 quando Aldo "Macha" Asenjo e Tocori Berrú (figlio di Max Berrú e fratello di Cristóbal) comincano a introdurre un vecchio valzerino peruviano in un concerto di Nueva cumbia chilena di Chico Trujillo: il pubblico è entusiasta e emozionato. Questi piccoli interventi continuano, eseguiti da ospiti d'eccellenza come Camilo Salinas e Danilo Donoso, vengono denominati Bloque depresivo (Blocco depressivo), e crescono poco a poco con l'apprezzamento del pubblico. L'aggettivo "depressivo" nasce da una riflessione della banda «La depressione nelle persone arriva con facilità, soprattutto in quelle che non fanno nulla per impedirlo, e finisce che le persone si contagiano da sole, i depressi e i demoralizzati. Nello stesso modo è facile che si contagino i musicisti, le persone affamate di canzoni semplici, allegre e realisticamente tristi come la stessa esistenza di chi vive».

Tutti giovanissimi i componenti del gruppo Vientos andinos, fondato nel 2006 da un pugno di universitari appassionati di musica folklorica latinoamericana. L'intento di Vientos andinos è quello di coniugare la musica popolare cilena con quella del resto del Sudamerica. Il loro repertorio è ispirato a compositori "cult" come Victor Jara e Violeta Parra e ai gruppi come Inti-Illimani, Quilapayun, Arak Pacha, Illapu. Il gruppo è formato da Kurt Fritz, Jonathan Fritz, Carlos Saavedra, Sebastian Jimenez, Luis Pinto e Alejandro Díaz. Numerosi i premi già vinti: primo posto al Festival de la Canción Ubo, premio popolarità al Festival de los Talentos Ubo, Plazas de Ñuñoa 2013, Estadio Recoleta 2013, Estadio Nacional 2013, Plazas de Ñuñoa 2014.
Vientos andinos

Stesso amore per la musica andina per il gruppo Pullay, fondato a Santiago nel 1999 con il proposito di far conoscere alla gente le radici ancestrali della musica andina e preservare le fonti cultuali dell'America.
Grupo Pullay
Gran parte delle composizioni sono scritte dai suoi componenti anche se non mancano parte delle liriche dei grandi poeti latinoamericani. Pullay riesce a fondere in perfetta armonia le radici latine con la musica moderna, le costruzioni armoniche e i contrappunti della musica classica e la forza del rock pop. I suoi giovani componenti sono Carlos Araneda, Vladimir Silva, Alejandro Navarro, Christian Soto, Victor Araya, Waldo Pincheira.

Manuel García con una collaboratrice
negli studi di registrazione 
Estudio del Sur,
dove ha registrato l'ultimo album
È il musicista cileno più commentato e ascoltato degli ultimi anni, artista prestigioso e compositore da una decina di anni. Si chiama Manuel García e i suoi primi dischi con la banda Mecánica Popular sono considerati pezzi fondamentali della musica nazionale, per il suo modo di fondere nelle composizioni il rock, il pop e il folklore. Dal 2007 presta la sua voce a Victor Jara nelle rappresentazioni dell'opera Victor Jara Sinfónico, che poi registra nel 2009 insieme all'orchestra e coro dell'Università di Concepción. Con la stessa orchestra, nel 2012, interpreta il suo repertorio in versione sinfonica. Autore di varie musiche per documentari e serie tv, interprete di canzoni tratte da poemi di Pablo Neruda, Manuel García si trova presto fra gli artisti più autorevoli degli ultimi anni, soprattutto per la ricerca di arrangiamenti che portano il suo successo ai vertici più alti, consegnandogli a pieno titolo dischi d'oro e di platino per le vendite.
Ai primi di marzo di quest'anno registra il suo ultimo disco, prodotto da un pilastro della Ncch, Angel Parra, figlio di Violeta. Durante le registrazioni in studio (trasmesse in diretta streaming sul suo canale YouTube), Angel Parra e suo figlio, Angel Parra jr., che partecipano all'incisione del disco, gli portano in studio, custodito in un cofanetto, il microfono Telefunken U47 che usò Voleta Parra per le sue registrazioni. In alcuni brani, le voci di Manuel García e Angel Parra padre vengono registrate con quello storico microfono.

Il quartetto La Horda
Scatenati come tutti i giovani amanti del rock/pop sono i componenti del quartetto La Horda, Alfredo Rockel, Ricardo Caito Venegas (figlio di Ricardo, membro storico dei Quilapayun, gruppo in cui milita anche Caito), Matías Astudillo e Alex Orellana. Fondato del 2008, il gruppo è già arrivato al terzo cd e conta videoclip diretti da nomi come Eureka Medios, Alvaro Pruneda e Oscar Olivares. Presenti in tutte le radio nazionali, a ottobre del 2012 il singolo Creando vida merita il titolo di Proposta del mese di Radio Uno Chile.
Agli inizi del 2013, La Horda contribuisce alla fondazione di Fondart, il Fondo nazionale per le arti. Questo permette al gruppo di realizzare il loro ultimo disco, VEN, il cui produttore musicale e tecnico del suono è un nome altisonante nel campo della musica cilena, Gonzalo Gonzales. Registrato negli Estudios Triana di Claudius Rieth, il disco vede la partecipazione di prestigiosi nomi della musica nazionale.
La copertina di VEN, l'ultimo album de La Horda,
che contiene la versione arrangiata
di 
Paloma quiero contarte, di Victor Jara
Nel mese di settembre 2013, in occasione dell'anniversario del 40° anno della morte del cantautore Victor Jara, La Horda diffonde nei social network il primo singolo del disco, Paloma quiero contarte (qui su YouTube), un classico del cantautore assassinato durante il colpo di stato, arrangiato dalla banda. Il videoclip è stato diretto da Oscar Olivares. Il pubblico accoglie con entusiasmo questa nuova versione, che presto arriva in tutte le radio nazionali.
Alla fine dell'anno il gruppo vince il settimo Festival de Bandas Escudo, che gli permette di effettuare tournée nel paese da nord a sud inseme a nomi prestigiosi quali Nano Stern (cantante e polistrumentista molto legato alla canzone popolare) e Los Tetas.
La ricerca costante in diversi campi artistici e la differente personalità dei componenti, fanno sì che la musica de La Horda sia composta da svariati elementi della musica popolare, anche se il rock e il pop predominano nelle proposte: il tutto è accompagnato da un messaggio lirico che invita alla costante riflessione sociale e interna dell'essere umano.

Elizabeth Morris
E le donne? Ci sono anche loro. Tra i nomi di spicco la cantautrice Elizabeth Morris, classe 1972, che scopre la sua passione per la musica a soli 17 anni.
Dopo aver frequentato il corso di composizione e arrangiamenti alla Scuola di musica popolare, si impone come polistrumentista approfondendo le sue conoscenze nella musica popolare e folklorica dell'America Latina.
Tra le sue canzoni spicca Darte luz, tratta dal suo primo cd Hacia otro mar, e Decimas. Le sue canzoni sono state cantate dai più grandi interpreti nazionali, compreso José Seves.
La copertina di Puñado de tierra,
primo album di Natalia Contesse
Altra giovanissima (classe 1978) è Natalia Contesse, compositrice, cantautrice e ricercatrice della cultura tradizionale cilena, uscita dalla Scuola cilena del folclore.
Il suo repertorio comprende ritmi tradizionali quali tonadas, cuecas, decimas e refalozas, con arrangiamenti molto elaborati e con l'integrazione di elementi moderni. Nel 2001 lancia il suo primo album, Puñado de tierra, risultato di una ricerca costante della tradizione e vincitore di due importanti premi in patria. «Nel linguaggio della nostra terra», dice Natalia, «abitano questi generi musicali e questi sono parte importante del "potere" del popolo; sono memoria, storia, identità. È bello creare partendo da lì».

Fenomeno Danilo
Danilo Andrés Donoso Trujillo, classe 1981, conosciuto come "il musicista che non riposa mai", è uno che la musica ce l'ha proprio nel sangue.
Danilo Donoso, "il batterista che non riposa mai"
Si diploma nel 1999, poi frequenta la Scuola delle arti della musica popolare dove ottiene l'attestato di interprete con specializzazione in batteria. Canta, suona le percussioni, la batteria e, quando serve, anche i flauti di pan.
Attivo su quattro social network (Facebook, Twitter, Google+ e Instagram), puntigliosamente tiene i contatti con i fans, pubblicando tutti i programmi dei concerti e le fotografie che scatta ai Sound Check e durante le esibizioni. Nessuno lo ha mai visto arrabbiato. Danilo lavora con l'entusiasmo di un quindicenne e l'allegria di un bambino in gita.
Nel suo profilo Twitter si presenta con un giro di parole che in italiano potrebbe essere reso come "un musicista con tanti complessi". E, in effetti, i complessi dove suonare non gli mancano. Membro ufficiale di Inti-Ilimani Histórico, dei Quilapayun e de Los Bipolares, è batterista ufficiale di Manuel García, integrante di Maestro Juba (insieme a Ismael Oddó), Colectivo Cantata Rock (con Ismael Oddó e Ricardo Caito Venegas), La Chilombiana, Bloque Depresivo e molti altri ancora. Nel 2013 partecipa alla realizzazione dell'album VEN, de La Horda. Nel 2014 dà l'avvio, con altri, al progetto Colectivo Musicalisazón che realizza il suo primo video, Mi Cazuela.

La rinascita delle Cantate
Santa Maria de Iquique
La copertina del vinile originale
Cantata Santa Maria de Iquique
Parlando con i cileni di Santiago che ricordano quell'11 settembre 1973 che sconvolse la storia del paese e dell'intero mondo, uno dei ricordi più vividi è il fumo. Perché, subito dopo quello che videro uscire dal palazzo presidenziale della Moneda in conseguenza dell'assalto miliare, videro le fiamme alzarsi in ogni strada e in ogni cortile: la gente bruciava libri, dischi, documenti, qualsiasi cosa potesse legarli a partiti o a ideologie di sinistra, e disfarsi così di prove che potessero incriminarli.
L'intera storia, l'intera cultura, l'intera anima del paese andava in fumo. All'estero, dopo il colpo di stato, si andava tranquillamente ai concerti e a comprare l'ultimo disco uscito degli Inti-Illimani o dei Quilapayun.
L'importante materiale ritrovato
In Cile no. Se i cileni volevano ascoltare la propria musica, dovevano far venire di nascosto videocassette o registrazioni dall'Europa e venderle a rischio della vita sottobanco al mercato. Ma tutta la produzione artistica e culturale del pre-golpe sparì per sempre.
A gennaio di quest'anno, una componente del Balletto folclorico cileno Pucará, stava facendo trasloco e le capitò di dover svuotare un vecchio baule.
Le venne in mano una copia originale del nastro master della Cantata Santa Maria de Iquique, la Cantata Popular che Luis Advis scrisse ispirato dal massacro di operai avvenuto nel 1907.
Ismael Oddó e i tecnici degli Estudios Triana
durante la masterizzazione del nastro
L'artista, Maritza Las Heras, si era totalmente scordata che qualcuno le avesse consegnato quel nastro per custodirlo. Negli anni in cui fu incisa l'opera, infatti, Matitza aveva preso parte a uno spettacolo di danza ispirato alla Cantata, e quindi fu fatta una copia dal master originale per consentire le prove al corpo di ballo. «Qualcuno mi disse di custodirla», ricorda ora Maritza, «non so se per i recitativi o altro che dovevamo inscenare». Sul contenitore era scritto il nome del disco con la calligrafia di Eduardo Carrasco, uno dei fondatori del gruppo Quilapayun. Fu a Eduardo che Maritza raccontò il ritrovamento, senza neppure sapere il valore di quello che aveva trovato. I nastri originali andarono distrutti dopo il golpe militare così come tanti altre opere della Ncch. Con gli anni, il disco fu rieditato partendo dal vinile, ma il nastro appena trovato ha un valore unico, anche per la differenza enorme di qualità, visto che il suono è più potente e ha molte più frequenze.
Il nastro ha subíto leggeri danni nella parte finale ma già il processo per ripararlo è iniziato: la registrazione è stata digitalizzata da Juan Pablo Carvajal e ora è masterizzata da Jorge Fortune negli Estudios Triana: l'obiettivo è editare il cd e un nuovo vinile. Se della versione teatrale della Cantata Santa Maria de Iquique si occupa il Conjunto Preludio, a portarne in scena la versione rock è il gruppo Colectivo Cantata Rock, di cui fanno parte, insieme a altri, Danilo Donosco, Ismael Oddó e Ricardo Caito Venegas.

Canto para una semilla
Inti-Illimani Histórico e Claudia Acuña presentano
i brani di 
Canto per un seme al Teatro Grande di Pompei
con l'Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli
Nella sua breve vita (morì suicida a cinquant'anni), Violeta Parra scrisse un libro di poesie, Decimas, i cui versi ispirarono il compositore cileno Luis Advis, che ne realizzò una cantata intitolata Canto para una semilla (Canto per un seme), con musica e struttura molto simile alla cantata Santa Maria de Iquique: quasi identico è infatti il numero di elementi strumentali e vocali, con un'alternanza di brani cantati e recitati che seguono un certo corso drammatico. L'opera fu pensata e composta da Advis per le qualità interpretative e tecniche della figlia di Violeta, Isabel Parra e del gruppo Inti-Illimani. La Cantata fu scritta alla fine del 1971 e incisa nel 1972.
Il saluto al publico
Le parti recitate furono affidate a Carmen Bunster. Nel 1978, gli Inti-Illimani ne fecero un'edizione italiana con i recitativi interpretati da Edmonda Aldini.
Due ulteriori dischi furono incisi con i recitativi in francese e spagnolo.
Nel 2010 il gruppo Inti-Illimani Histórico con l'orchestra e il coro del Teatro San Carlo di Napoli (diretto dal Maestro Massimiliano Stefanelli) portano in scena lo spettacolo Hecho in Chile, dove ripropongono, tra l'altro, alcuni dei brani tratti da Canto para una semilla, con la voce di Claudia Acuña, cantante cilena risiedente a Brooklyn. Scenario incredibile per l'occasione: il Teatro Grande di Pompei.

Quest'anno a marzo, invece, a riportare in scena l'intera Cantata è stata l'altro gruppo che si è formato dalla divisione dei vecchi Inti-Illimani, gli Inti-Illimani®. In piazza Brasil, a Santiago, il pubblico ha potuto assistere alla fantastica opera e ritrovare in scena Isabel Parra con la figlia Tita.


Canto al Programa
Per ultimo, l'opera di Sergio Ortega e Luis Advis, commissionata dal Partito Comunista cileno, che è stato un omaggio alla campagna politica di Salvador Allende, Canto al Programa, la messa in musica dei principali punti del governo di Unidad Popular.
Datata 1970, fu incisa dal gruppo Inti-Illimani. Per realizzare l'opera, allora, si dovette correre non poco: si voleva infatti registrarla il giorno in cui Salvador Allende avrebbe firmato il decreto per la nazionalizzazione del rame.
Mancava poco più di un mese per creare i testi, le musiche, fare le prove e la registrazione. Di quest'opera rimane solo il registro sonoro: le partiture sparirono dopo il colpo di stato. Ora, i giovanissimi componenti del gruppo Canto Crisol, tutti studenti universitari, si sono imbarcati nell'impresa di recuperare l'opera a più di 40 anni dalla sua nascita, trascrivendo in partiture le voci e le strumentazioni partendo dalla registrazione originale. Verrà presentata il 25 e 26 di aprile nel Museo della Memoria e dei diritti umani.
I ragazzi del Canto Crisol, che stanno recuperando
le partiture delle voci e degli strumenti di 
Canto al Programa



Links

Ismael Oddó:
https://www.facebook.com/pages/Ismael-Odd%C3%B3/187036748014398

Inti-Illimani Histórico:
@intihistorico
Los Bipolares:

Conjunto Preludio:

Bloque depresivo:

Vientos andinos:

mercoledì 2 aprile 2014

Soluzione esercizio 21


Denominatore comune: (x–3)(x+2), per la scomposizione: x2–x–6 = (x–3)(x+2)
Radici: x1 = 4; x2 = –1 (da verificare con i criteri di ammissibilità)
Criteri di ammissibilità: x ≠ 0; x ≠ 3; 2  ≠ 0; x ≠ –2; –3 ≠ 0