venerdì 16 agosto 2013

Mill e l’educazione dello spirito

John Stuart Mill
John Stuart Mill (1806-1873), filosofo ed economista britannico, è il personaggio più rilevante della cultura positivista inglese di orientamento non evoluzionista. Il suo pensiero è rivolto contro la critica romantica secondo la quale l’utilitarismo rende l’esistenza piatta, banale, egoista e antieroica. Secondo Mill i piaceri dell’utilitarismo sono compatibili con una raffinata educazione dello spirito (nella gerarchia dei piaceri Mill pone al primo posto l’arte e la musica). 
Mill tenta di inserire nel quadro delle scienze positive la psicologia associazionistica e empiristica, poiché ritiene che questa riesca a stabilire leggi di successione degli stati mentali di natura casuale. Altra scienza che Mill promuove è l’etologia o scienza del carattere e delle disposizioni psicologiche dovute alle circostanze. Secondo il pensatore inglese ogni comportamento ha una causa ed è quindi soggetto a leggi deterministiche, ma non a costrizioni. L’assenza di costrizioni costituisce la libertà. Mill riprende il tema di Comte sullo sviluppo della storia e della società, la cosiddetta “Legge dei tre stadi”. Secondo Comte i tre stadi di sviluppo filogenetico corrispondono a tre modi di spiegazione dei fenomeni:
1) stadio teologico: gli eventi naturali accadono per causa di forze divine (la divinità è intesa in senso antropologico);
2) stadio metafisico: ricerca di cause ultime per spiegare fenomeni che sono viste come insite nella natura;
3) stadio positivo: la mente umana raggiunge la sua maturità concettuale; l’osservazione empirica dei fenomeni dà luogo all’elaborazione di leggi generali.
Secondo Mill è la variazione dello stato di cultura a determinare il progresso sociale. Il progresso è casuale, gli stadi dei principi di fede sono fattori determinanti del passato. Per quanto riguarda il piano morale, Mill afferma che gli uomini tendono naturalmente alla felicità, la cui realizzazione è inclinazione naturale dell’essere umano. Dio è concepito come un volere universale che cerca di piegare la natura al meglio.

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