martedì 2 luglio 2013

La sconfitta del Regno di Giuda e la deportazione a Babilonia

Storia del popolo ebraico
(dalle origini alla costituzione dello stato di Israele)
Capitolo 20 

L’assalto del potere assiro si fa relativamente sentire anche nel Regno di Giuda, dove questo popolo avanza anche verso Gerusalemme, risparmiata solo per l’intervento di un miracolo divino. Alcuni re di Giuda tentano di conciliarsi il favore dei dominatori assiri introducendo il culto dei loro dei (il re Acaz colloca un altare assiro nel Tempio di Gerusalemme e Manasse introduce il culto del loro idolo). Giosia, nipote di Manasse, salito al trono nel 621 a soli otto anni, dà inizio a un movimento riformatore nel corso del quale ogni oggetto di culto straniero viene eliminato da Gerusalemme. Con il declino della potenza assira, Giosia crede di poter riunificare Giuda con il Regno del Nord e di proseguire le riforme religiose, ma il progetto non avrà mai seguito. Dopo la morte di Giosia, una nuova potenza sale sulla scena mediorientale: i Caldei, o neo-babilonesi (per distinguerli dalla popolazione dell’antica Babilonia). I Caldei conquistano Ninive, sconfiggono gli Assiri nel 612 a.C. e gli Egizi nel 605 a.C. Il loro primo grande re fu Nabopolassar e fu il loro impero, raccolto intorno alla città ricostruita di Babilonia, a causare la sconfitta di Gerusalemme.
In seguito alla battaglia di Karkemish, nel 605 a.C. i Babilonesi ebbero la meglio sugli Egiziani e la regione sirio-palestinese cadde sotto il dominio babilonese. Nel 601 il re di Giuda Ioakim (609-598) si ribellò al dominio babilonese confidando nell’aiuto egiziano. Il re babilonese Nabucodonosor attaccò il Regno di Giuda e conquistò Gerusalemme il 16 marzo 597. Il re Ioakim e parte della classe dirigente fu deportata. 
La condizione degli Ebrei sotto il dominio babilonese ha ispirato il compositore italiano Giuseppe Verdi che, sul libretto di Temistocle Solera, compose l’opera Nabucodonosor, il cui debutto avvenne il 9 marzo 1842 al teatro La Scala di Milano. Conosciuta più con il nome di Nabucco, l’opera comprende il famoso coro “Va’, pensiero, sull’ali dorate”, coro intonato appunto dagli Ebrei che sulle rive dell’Eufrate ricordando la patria perduta. Gli spettatori italiani dell’epoca parvero riconoscere la loro condizione politica sotto il dominio austriaco in quella degli Ebrei soggetti ai Babilonesi.
Il Regno di Giuda fu affidato alla guida del re Sedecia (597-587) che, nonostante il parere contrario dei profeti Geremia e Baruc che consigliavano la sottomissione, si ribellò contro Babilonia nel 589. Nabucodonosor tornò in Giudea e conquistò Gerusalemme nel luglio-agosto del 587. Il Tempio fu distrutto e gran parte della classe dirigente e della popolazione fu deportata a Babilonia. L’esilio durerà fino al 538 a.C. Per la prima volta nel mondo antico si assistette alla presenza di un gruppo etnico-religioso in grado di mantenere la propria identità culturale pur essendo privo di territorio e di luogo di culto e impegnato in un interscambio, in parte coatto e in parte volontario, con la società circostante.
Nella Bibbia cristiana, ai Libri dei Re seguono i due Libri delle Cronache, falsando la successione originaria delle Scritture ebraiche che li collocano in fondo alla sezione degli “Scritti”, come ultimi libri della Tanakh. Le Cronache rappresentano una versione “revisionata” o una rilettura dei fatti storici dei racconti biblici, dalla Genesi al decreto del re persiano Ciro che consente agli Ebrei esiliati a Babilonia di tornare a Gerusalemme. Contengono, fra l’altro, lunghe tavole genealogiche, da Adamo al tempo di Davide, con l’indicazione dei discendenti delle tribù di Israele. L’autore offre la sua versione di esponente della casta sacerdotale: si sofferma il meno possibile sulle vicende del Regno del Nord, che per lui non rappresenta il vero “popolo di Israele”, dando molto più rilievo ai discendenti di Guida. Offre invece dettagli sulla costruzione del Tempio e sui riti in esso praticati, pone attenzione sul ruolo dei leviti, dei sacerdoti e del cantori. Le figure di Davide e Salomone vengono raccontate più come avrebbero dovuto essere che per come furono ed è continuo il richiamo a una rigorosa vita religiosa. Nel primo libro si racconta la storia fino al regno di Salomone. La storia della monarchia dopo la morte di Salomone è raccontata nel secondo libro.
Seguono le Lamentazioni, un libro breve che la Bibbia cristiana colloca dopo Geremia e nell’originale ebraico segue le Cronache, quindi rientra negli Scritti (terza parte del canone ebraico). Le poesie contenute riflettono l’amarezza per la città perduta ed esprimono la speranza che Dio voglia risollevare le sorti di Israele.


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2 commenti:

  1. Per quanto sono diventata lamentosa, le Lamentazioni potrei averle scritte io :-) Scheeeerzo dai!

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  2. Certi nomi come Nabopolassar sono quasi un esercizio di scioglilingua.. non li imparerò mai..

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