lunedì 10 giugno 2013

Separazione della luce dalle tenebre (Michelangelo Buonarroti)

Sulla parte centrale della volta della Cappella Sistina, Michelangelo pone le Scene della Genesi, nove affreschi alternati tra minori e maggiori, che, a partire dal lato della parete del ben noto Giudizio Universale, rappresentano in ordine cronologico alcuni episodi tratti dal primo libro del Pentateuco.
Per pareggiare le scene maggiori, sia nella parte alta sia in quella bassa delle scene minori, Michelangelo sistema i Medaglioni sorretti dalle coppie di Ignudi, che abbiamo descritto in precedenza.      
Partendo dalla parete del Giudizio universale, la Separazione della luce dalle tenebre è il primo affresco, ed è una scena minore (180x260), facente parte del gruppo di tre legate alla Creazione del mondo.



Michelangelo fu riluttante quando Giulio II lo scelse per affrescare la Cappella Sistina (edificio sacro ristrutturato da Baccio Ponelli nel 1477, durante il papato di Sisto IV, che riproduceva le proporzioni del Tempio di Salomone a Gerusalemme). Michelangelo ha 33 anni ed è scultore, e l'impresa della decorazione della Cappella Sistina significa abbracciare un'avventura con l'inesperienza in materia di affresco. Oltre a ciò, Michelangelo non amava il papa che gli aveva interrotto la realizzazione del monumento funebre, per il quale Michelangelo aveva già scelto il marmo nelle cave di Carrara. La volta è, per Michelangelo, una sfida artistica, fisica e psichica.
Deve dipingere centinaia e centinaia di figure: lo spazio è più mille metri quadrati. Deve dipingere chinato e rattrappito sul ponteggio, nelle peggiori condizioni atmosferiche e di luce. Utilizza disegni preparatori, una sorta di traccia primaria, dove già prende forma la figura e il colore. Utilizza matita nera o rossa, carboncino, penna. Questi disegni preparatori gli trasmettono ciò che ha in mente.
Quando Giulio II decide un intervento pure sulla volta (ormai inadeguata al luogo dove ancora oggi si tiene il conclave), Michelangelo è costretto a iniziare subito i lavori. Inizialmente pensa all'aiuto dei fiorentini Granacci e Bugiardini, ma poi ebbe la consapevolezza di dover affrontare il lavoro da solo, avvalendosi di alcuni garzoni per la manovalanza. Non poteva trasmettere la grandiosità del progetto ad altri pittori: anche pagando con danni fisici, quel momento artistico rappresenta uno strappo col passato, una rivoluzione nella storia dell'arte. Tutte le raffinatezze del '400 vennero spazzate via arrivando a una concezione spaziale e pittorica quasi tridimensionale, del tutto innovativa. La storia dell'arte cambia radicalmente pagina, dando inizio al manierismo, Michelangelo propone agli artisti un nuovo repertorio di idee. Anche Raffaello, di 8 anni più giovane e incaricato di affrescare le stanze private di Giulio II, risentirà di quell'evidenza muscolare, della plasticità compositiva, della teologia del corpo che racchiude tutta la spiritualità di Michelangelo. Al contrario di Raffaello, al maestro fiorentino non interessa il paesaggio, il centro del suo disegno è il corpo. Le nubi, le montagne, le profondità prospettiche vengono tutte in second'ordine.
L’episodio biblico rappresentato fa riferimento a uno dei due racconti della creazione che si trovano nella Genesi, quello attribuito alla fonte sacerdotale, dove la creazione avviene per separazioni successive, effettuate ognuna in un giorno diverso. La separazione della luce dalle tenebre costituisce il lavoro del primo giorno, ed è quindi il primo atto di Dio che interviene sul primordiale stato informe dell’universo.
In questa scena, come nelle altre due del gruppo della creazione, la figura divina domina in una dimensione fluttuante, in volo sopra spazi sconfinati, avvolto da un mantello rosso. Il Creatore occupa quasi tutto lo spazio disponibile ed è visto dal basso, con le braccia alzate nell’atto di dare forma al caos, Dio ordinatore che crea la luce per sconfiggere l’oscurità. Tutto il corpo segna la linea di demarcazione fra la parte della bianca luce e il buio.


La posizione della prima scena della Genesi sulla volta della Cappella

La gamma cromatica è ridottissima, a mettere in risalto i passaggi dal chiaro allo scuro, realizzati con estrema cura. La dominanza dei colori freddi violacei fa riferimento al color viola delle celebrazioni dell’Avvento e della Quaresima. Recenti studi hanno dimostrato che l’affresco fu eseguito in una sola giornata.
Separazione della luce dalla tenebre, Michelangelo Buonarroti, 1512 circa, fresco su muro, cm. 180x260, volta della Cappella Sistina, Roma.

sabato 1 giugno 2013

Soluzione esercizio 13


Denominatore comune: –1(2x)(x+2)(x–2), per le scomposizioni: x2+2x = x(x+2);      4–x2 = –1(x+2)(x–2)
Radici: x1 = 3; x2 = 2 (da verificare con i criteri di ammissibilità)
Criteri di ammissibilità: x ≠ 0; –2 ≠ 0; –1 ≠ 0; x2 ≠ ±4; 2 ≠ 0; x ≠ ±2