lunedì 27 maggio 2013

Working Capital 2013, quando l'innovazione diventa impresa

Working Capital, il programma di Telecom Italia che dal 2009 finanzia e supporta la nascita e lo sviluppo di startup, quest’anno si presenta con un grosso bagaglio di novità.
Working Capital 2013, infatti, ha aperto tre nuovi acceleratori in quelle che sono destinate a diventare le città simbolo della digital innovation italiana: Milano, Roma e Catania. Tre spazi dove verranno avviati altrettanti percorsi per favorire l’incontro fra startupper, investitori e realtà territoriali. Così, tutti coloro che hanno idee innovative, talento e ambizione, potranno essere seguiti da alcuni mentor nello sviluppo delle proprie idee.
Gli spazi di accelerazione sono aperti dal 19 aprile; i programmi, della durata di tre mesi, si svolgeranno a luglio, settembre e ottobre 2013 e prevedono la presenza di mentor specifici in ogni area: si concentreranno soprattutto su quella fase che nella Silicon Valley ritengono pesi per il 99%: la fase dell’execution. Grande risalto verrà dato proprio agli aspetti di sviluppo dal punto di vista del prodotto e da quello di gestione dl business.
Working Capital 2013 metterà a disposizione 30 grant d’impresa nei settori Internet, digital life, mobile evolution e green. I 30 grant, del valore di 25 mila euro ciascuno saranno assegnati secondo questo criterio:
- 15 grant andranno alle startup selezionate per il programma di accelerazione;
- gli altri 15 alle startup che hanno partecipato alla Call grant d’impresa ma non hanno partecipato al programma di accelerazione, perché non sono state ritenute idonee o perché non lo hanno scelto.
La Call, aperta il 19 aprile, chiuderà il 30 settembre 2013. Invece c’è tempo solo fino al 30 maggio per registrarsi e caricare il proprio progetto in piattaforma.
Altra grande novità di quest’anno è il Repository WCA, una piattaforma sviluppata in collaborazione con la Kauffman society. In questo spazio verranno depositati tutti i progetti presentati nelle edizioni precedenti: in questo modo gli startupper hanno l’occasione di confrontare le loro idee. Tutti i progetti sono inoltre a disposizione per essere visionati anche dagli investitori nazionali e internazionali.
Ma cosa succede giorno per giorno all’interno dei tre spazi di accelerazione? Per tenersi aggiornati basta seguire la pagina Facebook dedicata all’iniziativa.
Se vuoi trasformare la tua idea in impresa e valorizzare la tua capacità di trasformare i sogni in aziende di successo, visita il sito di Working Capital 2013 e condividi il post con i tuoi contatti nel web. Facci sapere se hai un’idea innovativa che pensi si possa realizzare: chissà non sia proprio il tuo progetto a trovare casa in uno degli spazi di Working Capital 2013


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giovedì 16 maggio 2013

Dislessia: estensione del blocco alla scrittura

La seconda possibile reazione di fronte alle difficoltà dell’apprendimento della lettura è l’estensione del blocco: per somiglianza, il blocco alla lettura si estende alla scrittura e quindi al linguaggio. Il bambino dislessico, non potendo fissare la parola con la lettura, la fissa con il suono. Per i non dislessici, la parola letta offre il vantaggio di essere fissata e poi memorizzata più facilmente. La sua immagine mentale è meno vaga di quella della parola ascoltata ed è quindi più chiara e correttamente fissata.
L’apprendimento della parola richiede un’analisi che la consolida e la sorregge nell’acquisizione grafica. Questa analisi è molto difficile per il dislessico, che quindi può divenire disortografico per semplice estensione del disturbo. Tutto il suo vocabolario rimane costruito dalla memoria di suoni che restano troppo vaghi per essere utilizzati.

Osservazione 6
G. ha 13 anni e mezzo. Frequenta l’ultima classe elementare. Già dislessico (ha ripetuto il corso preparatorio), non gli piace leggere e soffre per il ritardo scolastico e le sue difficoltà. Aveva un buon carattere, era docile, servizievole, disciplinato e socievole. Da qualche tempo ha cominciato a chiudersi, non ha il coraggio di parlare, si svalorizza.  La sua scrittura è sempre più deplorevole. Esita, cancella, non lo si capisce. Motricità: buona, ma ha ancora qualche difficoltà di orientamento. Intelligenza: normale, in forma più concreta e pratica che astratta. Lettura: mediocre: confonde e inverte ancora le lettere, salta sillabe e parole. Disortografia importante, accoppiata adesso a una disgrafia non meno significativa. Affettività: mancanza di fiducia in se stesso, colpevolezza, completo disorientamento attuale.

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mercoledì 8 maggio 2013

Comte e la nascita della sociologia

Auguste Comte
A coniare il termine “sociologia” è stato il filosofo francese Auguste Comte (1798-1875), che la definisce “strumento di azione sociale”. La filosofia di Comte  sarà destinata a essere un luogo comune della mentalità positivistica. Già Saint-Simon aveva usato l’espressione “filosofia positiva” per indicare una filosofia capace di adeguarsi al nuovo periodo “organico” che avrebbe dovuto succedere a quello critico rappresentato dalla rivoluzione francese. Ma l’iniziatore del movimento è senza dubbio Comte: in lui sono presenti parecchi temi che caratterizzeranno la cultura positivistica. Il sistema di filosofia di Comte intende produrre un modello di analisi adeguato alla società della borghesia industriale e al suo sapere scientifico e tecnico. Compito della filosofia è elaborare una teoria capace di indicare la legge dello sviluppo storico del sapere, di capire e guidare la civiltà nella quale viviamo e a tal fine, capire il significato delle scienze, cogliere le linee del loro sviluppo.
Per meglio comprendere il significato dell’opera comtiana è necessario tener presente alcuni elementi della vita sociale e delle dinamiche culturali. Comte si colloca in un periodo in cui il processo di industrializzazione si è già largamente diffuso in Francia, con la conseguente vittoria sul piano politico della classe borghese (opposta alla vecchia aristocrazia), che detiene i mezzi di produzione e quindi del consolidamento del dominio capitalistico. L’affacciarsi alla ribalta storica della nuova classe del proletariato, lungi dal dare ai rapporti economici un equilibrio stabile e definitivo (com’era negli interessi della borghesia), crea le condizioni che mettono in pericolo l’assestamento capitalistico già al suo nascere.
La nascita della nuova scienza della sociologia risponde a una duplice finalità: da un lato il bisogno della classe dominante di conoscere le condizioni sociali del suo insediamento per meglio dominare gli antagonismi di classe; d’altro lato la prospettiva pacifica dei critici della società che, lasciando immutato lo “status quo” dei poteri, migliorasse le condizioni del proletariato. A livello politico le due tendenze sono espresse da una parte nella Restaurazione, che vede il potere legittimato da princípi teologici, un tipo di organizzazione sociale gerarchica che vorrebbe riprodurre l’immagine della società medievale. Dall’altra parte, il giacobinismo ha cercato di dirigere la società con principi teorici di natura filosofica: giustizia, virtù, dignità. Problema di Comte, data la sua origine saint-simoniana, è quello di indicare come la società deve essere diretta. Funzione della sociologia è dare una dimensione scientifica alla direzione politica.