martedì 9 aprile 2013

La fine del Regno del nord

Storia del popolo ebraico
(dalle origini alla costituzione dello stato di Israele)
Capitolo 19 

Il Regno di Israele era stato indebolito dalla rottura delle alleanze con la vicina Fenicia e il Regno di Giuda ad opera del re Ieu (durante lo stesso periodo, nel 814 i Fenici fondano in Africa settentrionale, la città di Cartagine). Intanto gli Assiri, spinti da mire espansionistiche, sotto la guida di Salmanassar III (859-824), attaccarono il Regno di Israele e ne fecero uno stato vassallo costretto a pagare pesanti tributi (in questo periodo, attorno al 850 a.C. vengono composte l’Iliade e l’Odissea). Dopo la morte di Salmanassar, l’Assiria conobbe un periodo di declino e Israele riuscì a riconquistare parte del suo territorio e una certa autonomia: fra i successori di Ieu, Geroboamo II assicurò quarant’anni di pace e ricchezza. Dopo la sua morte, avvenuta nel 746 a.C. Israele cadde di nuovo in un periodo di instabilità. All’inizio degli anni 700 a.C. (per avere un’idea del periodo storico, la nascita di Roma risale per tradizione al 753 a.C.), l’impero assiro, nuovamente rinvigorito, tornò alla conquista del Vicino Oriente sotto il regno di Tiglat-pileser III (745-727 a.C.), il re chiamato nella Bibbia col nome di “Pul”. Gli Assiri estesero il loro impero fino al Nilo e, sulle rive del Tigri, a nord della Mesopotamia, fondarono la loro grande capitale, Ninive, con uno splendido tempio in onore della dea Ishtar. Israele fu nuovamente assoggettato. 
Quando l’ultimo re di Israele, Osea, alleato con gli egizi, tentò di ribellarsi al dominio assiro, il figlio di Tiglat-Pileser III, Salmanassar V, invase Israele e conquistò la capitale, riducendo Israele a una provincia assira. Nel 721 a.C., il suo successore, Sargon, deportò quasi 30.000 abitanti di Israele in un territorio della Mesopotamia settentrionale, che si fusero con le altre popolazioni locali (le famose “Dieci tribù di Isreaele perdute”) e non riusciranno mai più a tornare nella loro terra. 
Nel territorio dell’ex Israele, Sargon insediò nuovi coloni di diversa origine. La regione fu ribattezzata Samaria e gli abitanti Samaritani. Per istituire questa popolazione, Sargon inviò un sacerdote di Israele, in modo che questo nuovo popolo fosse costituito “nella legge del dio della terra”. I Samaritani, tuttavia, pur adottando alcune delle leggi e delle usanze ebraiche, continuarono a eseguire i loro rituali, compresi i sacrifici umani. L’inimicizia di Ebrei e Samaritani è testimoniata anche nell’Antico Testamento.
Il racconto biblico menziona ancora una serie di re assiri, ritenuti strumenti di Dio nell’opprimere Israele.


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