lunedì 11 marzo 2013

Dislessia: reazione compensatoria su altri piani

Una prima reazione possibile di fronte al blocco dell’apprendimento della lettura può essere un progresso compensatorio su altri piani, tanto più considerevole quanto più il bambino è intelligente e affettivamente disteso.
L’intelligenza analitica, non essendo altro che una forma operativa dell’intelligenza, si manifesta in altre forme e il bambino compensa per mezzo di esse. Questa relazione richiede un gran desiderio di riuscire, un carattere con energia disponibile e che non si scoraggia davanti all’ostacolo.

Osservazione 5
J.P. ha 10 anni. È il maggiore di due fratelli. Da piccolo è stato viziato dal padre ed è rimasto capriccioso, con collere violente e un carattere difficile. A sei anni ha incontrato enormi difficoltà in lettura, ma non ha ripetuto l’anno perché è intelligente e volonteroso ed è sempre riuscito a recuperare nella altre materie. Ambidestro, scrive un po’ con una mano e un po’ con l’altra. Gli piace ascoltare la lezione e risponde sempre per primo. Ma chiede sempre alla mamma che gli legga le pagine da studiare sui libri. “Lo faccio per non perdere tempo”, dice. Ama esercitarsi e si prodiga molto fuori casa. Motricità: normale. Intelligenza: molto superiore alla media, ma con una strutturazione spaziale media. Il bambino riesce però a correggersi grazie all’attenzione, seppure a prezzo di grandi sforzi. Lettura: ancora sillabica. Confonde e inverte le lettere, ma legge lentamente, come dice, “per essere sicuro di capire”. La disortografia è notevole. Affettività: netto dislivello fra i processi intellettivi e le reazioni affettive. Si nota una regressione affettiva, ma anche la volontà di venirne fuori.

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