martedì 26 febbraio 2013

La divisione del Regno

Storia del popolo ebraico
(dalle origini alla costituzione dello stato di Israele)
Capitolo 18 

Salomone fu ultimo dei re del regno unito. Alla sua morte (fra il 930 e il 925 a.C.), le tensioni sempre presenti tra le tribù del nord e del sud, portarono alla scissione del regno. Le dieci tribù del nord si separarono dalle tribù meridionali di Giuda e Beniamino e costituirono il Regno di Israele (poi Samaria), con capitale Tirza. A sud rimase il Regno di Giuda, con capitale Gerusalemme, dove continuò a regnare la dinastia davidica. Nei Libri dei Re si racconta la successione dinastica nei regni divisi. Il primo re del Regno di Israele fu Geroboamo I (922-901), il primo del Regno di Giuda Roboamo (922-915). Il racconto biblico presenta inoltre una generazione di profeti, primo dei quali fu Elia. Anche durante questo periodo, nel regno del nord continuò il culto delle divinità cananee di Baal, AstanteAshera e Baal-zebub, identificato poi nel Nuovo Testamento come Satana, sovrano dei demoni. Il culto di Baal verrà cancellato definitivamente in Israele molte generazioni dopo (uccisione di Gazebele e profezia di Elia).


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martedì 12 febbraio 2013

Apprendimento e disabilità psichica: introduzione

Attorno alla metà degli anni Settanta si sono concretizzati in Italia progetti per la creazione di strutture in cui si possa dare risposta ai bisogni di recupero educativo e professionale per garantire un migliore inserimento sociale nel mondo esterno di persone con disabilità psichiche.
Tale formazione professionale non tende a dare a individui soggetti a disabilità solo la possibilità di colmare le mancanze di origine psichica (che di conseguenza determinano difficoltà professionali e civiche) ma di riuscire a inserire tali soggetti nel mondo reale con una maggiore autonomia personale (per esempio sapersi nutrire, vestire, orientarsi nella città ecc.).
Questa formazione professionale mira a un riconoscimento della loro natura, cioè riuscire a ottenere una garanzia di inserimento nel mondo del lavoro, preferibilmente nel territorio.
La programmazione delle attività deve tenere conto in primo luogo di un recupero formativo (civico e morale) e professionalizzante. Un recupero che sappia affrontare i bisogni e le carenze della famiglia d’origine dell’alunno, tenendo presente le caratteristiche del territorio di appartenenza, utilizzandone le strutture che vi sono presenti.
È pur vero che, anche una volta inseriti, alcuni soggetti non avranno né la possibilità né l’opportunità di essere completamente efficienti e autosufficienti, nella società in genere e nel mondo del lavoro in particolare. Tuttavia i corsi professionali danno la possibilità a questi soggetti di poter diventare autosufficienti a livello personale e ad avere un minimo di conoscenze del mondo esterno.
Importanti considerazioni da sottolineare sono anche quelle sugli stimoli di socializzazione e di comunicazione che una struttura di questo tipo può offrire.

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