mercoledì 5 dicembre 2012

Durkheim e la ricerca dell’ordine sociale

Émile Durkheim
Émile Durkheim (1858-1917), sociologo e storico francese, appartiene a quella corrente repubblicana, progressista, anticlericale i cui ideali erano rappresentati in quelli della Rivoluzione del 1789. Quando, nel 1905, l’insegnamento della religione fu eliminato dalle scuole statali, Durkheim propose la sociologia come mezzo per dare un’educazione morale ai bambini.
Nell’opera La divisione del lavoro sociale del 1893 cerca di rispondere circa il problema di come sia possibile un ordine sociale. Secondo Durkheim ogni società umana richiede solidarietà: nelle società antiche la solidarietà è di tipo meccanico, fondata sulla somiglianza fra individui: la gente si appartiene nella fede, sentimento di amicizia. Nelle società moderne, dove è generalizzata la divisione del lavoro, la solidarietà assume una forma organica, fondata sulle differenze fra gli individui, nella quale i rapporti sono stabiliti da leggi e relazioni contrattuali (legge-ragione). 
Il progresso si manifesta nella tendenza verso questo tipo di ordine sociale. Lo sviluppo sociale indebolisce la coscienza collettiva che deve essere ricreata segmentando la società in gruppi omogenei quali scaturiscono appunto dalla divisione del lavoro. La società è vista come realtà oggettiva, ovvero esiste al di fuori dell’individuo, ed è una combinazione di coscienze (coscienza collettiva). La rottura dei valori e degli equilibri sociali genera anomia, condizione di assenza di solidarietà umana o sociale.
Vengono introdotti i concetti di crimine (ciò che la coscienza collettiva proibisce), di diritto repressivo, che punisce gli atti criminali per soddisfare la coscienza collettiva (tipico della solidarietà meccanica), e di diritto restitutivo, che garantisce la restituzione del dovuto e il riscatto del danno inflitto (solidarietà organica).
I rapporti contrattuali giuridici tipici delle società superiori poggiano sulla coscienza collettiva. L’espressione della nuova coscienza collettiva è il lavoro, la cui divisione è intesa come un processo di individualizzazione e complementarietà fra gli uomini prodotta da tre elementi: 1) norme della popolazione; 2) densità materiali; 3) densità morali. Sulla base di questi elementi cessano di esistere le condizioni per le piccole società basate sulla solidarietà meccanica. L’anomia viene considerata un caso anomalo della divisione del lavoro, nel quale il lavoratore perde il rapporto che lo collega al tutto di cui è parte. Questo problema può essere superato garantendo al lavoratore interazioni con altri lavoratori (concetto che starà alla base dell’organizzazione dei lavoratori in termini di lotta di classe).

6 commenti:

  1. Interessante argomento. Credo che lo studio della sociologia nella scuola dell´obbligo sarebbe utile, anzi più che utile. È una materia profonda

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  2. Questo blog è una piccola e utilissima enciclopedia!

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  3. Ricordavo il nome ma delle sue idee nulla, adesso almeno qualche cosa in più mi è tornata alla mente :-)

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  4. troppo riassuntivo :(

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  5. Eccomi anche qui e complimenti per i molteplici blog.

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