martedì 20 novembre 2012

La dislessia prima della prova scolastica

Nel periodo prescolastico esistono tutte le premesse di quella che sarà la dislessia, ma il disturbo non si è ancora rivelato. Già in questa fase l’intreccio delle relazioni patogene è abbastanza ingarbugliato e alcuni effetti possono essere già percepibili: ritardo del linguaggio, turbe del comportamento, instabilità, goffaggine.
Ma il bambino si trova nella fase sincretico-oggettiva e le esigenze dell’ambiente sono poste in relazione alla giovane età: le perturbazioni, se esistono, si sviluppano in funzione delle sole relazioni intrafamiliari.
Può capitare che si rilevino dei disturbi già costituiti, specialmente al livello del linguaggio, della lateralizzazione, del comportamento, della psico-motricità. I tre anni che, grosso modo, separano gli inizi del disturbo relazionale dall’età scolastica, possono avere già comportato uno “stato” psico-senso-motorio e socio-affettivo particolarmente allarmante.

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mercoledì 7 novembre 2012

Conquista della terra promessa

Storia del popolo ebraico
(dalle origini alla costituzione dello stato di Israele)
Capitolo 16 

La ricostruzione storica della conquista della Terra Promessa è particolarmente problematica a partire dallo stesso resoconto biblico. Secondo il racconto biblico del Libro di Giosuè, alla morte di Mosè la guida del popolo ebraico passò a Giosuè, che ebbe il permesso divino di conquistare la Terra Promessa. Questi guidò gli Ebrei alla conquista militare delle piccole città-stato della terra di Canaan passando da est, attraverso il fiume Giordano, in seguito al precedente tentativo fallito di ingresso da sud. Le città di Gerico e Ai furono saccheggiate e poi distrutte.
La resistenza dei Cananei alla religione monoteistica degli Ebrei fu intensa. Una parte della regione resistette all’occupazione e continuò a lungo ad essere abitata da popolazioni cananite. La parte settentrionale rimasta indipendente, che condivideva lingua e cultura col resto di Canaan, è nota col nome di Fenicia.
Secondo il differente racconto biblico del Libro dei Giudici, dopo l’iniziale e non completa campagna di Giosuè, gli Ebrei, organizzati autonomamente per gruppi sociali e territori nelle dodici tribù, convissero in stato di continuo conflitto con la popolazione locale. Saltuariamente alcune tribù si alleavano per far fronte comune ad alcuni nemici, soprattutto re cananei locali ma anche popoli limitrofi (Filistei, Madianiti), sotto la guida dei giudici, una sorta di capi militari temporanei.
Secondo il Libro di Giosuè gli Ebrei agirono in maniera concorde, con tutte le tribù a formare un vero e proprio esercito, e la conquista del paese fu totale. 
Secondo invece il Libro dei Giudici la conquista fu lenta e frammentaria e si sarebbe limitata alle zone scarsamente popolate, lasciando inizialmente intatte le città cananee delle pianure, e avrebbe visto in azione singole (o gruppi di) tribù. 
Sono stati proposti diversi scenari:
conquista militare unitaria, come descritto dal Libro di Giosuè (W.F. Albright). A favore vi sono scavi archeologici che hanno mostrato la distruzione violenta di diversi insediamenti cananei intorno al 1250-1200. D’altro canto queste distruzioni possono essere dovute ad altri motivi (lotte cananee, incursioni egizie...), e soprattutto alcune delle città che Giosuè avrebbe conquistato erano in quel periodo disabitate: Arad, Ai e soprattutto Gerico, città con la quale si apre la campagna di Giosuè. Per questo l’ipotesi non gode attualmente di largo consenso;
infiltrazione graduale e pacifica almeno nella fase iniziale, come descritto dal Libro dei Giudici (A. Alt; M. Noth). A favore vi sono scavi archeologici che documentano la nascita, attorno al 1200, di almeno 250 nuove piccole comunità soprattutto nelle regioni montuose, tra le quali probabilmente anche quelle degli Ebrei. La cultura di questi insediamenti non si differenzia da quella cananea: se si tratta di insediamenti di Ebrei, questi hanno assimilato la cultura cittadina locale;
rivoluzione di classi sociali contadine (G.E. Mendenhall, N.K. Gottwald). In tal caso gli Ebrei non sono un gruppo immigrato ma autoctono cananeo. L’ipotesi godette di notevole diffusione negli anni sessanta e settanta, in concomitanza col prosperare del comunismo.
Le dodici tribu di Israele
La seconda ipotesi è pertanto quella che attualmente gode di maggiore consenso, suggerendo un insediamento inizialmente lento e pacifico poi anche conflittuale, solitamente datato tra il 1200-1050 a.C.
Il territorio fu diviso in 11 parti, in ognuna delle quali si stabilì una tribù. Alla tribù dei Levi, i cui membri svolgevano il servizio sacerdotale, non fa assegnato nessun territorio.
Nel successivo Libro dei Giudici viene narrata la storia dalla morte di Giosuè fino al tempo immediatamente precedente alla nascita del profeta Samuele, un arco di tempo più o meno di 200 anni, Anche se nel Libro dei Giudici sembrano essere 400. Con il termine “giudici” vengono indicati i vari capi tribù. Il libro riporta le gesta di questi capi, soprattutto le lotte con i nemici vicini (Amonniti, Filistei) e le guerriglie interne fra le tribù. Il personaggio più famoso è Sansone. Alcune sezioni del Libro dei Giudici, come il canto di Debora (di tradizione jahvista), sono considerate tra i più antichi testi ebraici conservati.
Nel Libro dei Giudici viene messo in chiaro quanto fu difficile per gli Israeliti seguire il culto di Jahweh a scapito dei culti cananei, in cui le sacerdotesse del tempio compivano gli atti sessuali che simboleggiavano la relazione del dio Baal con la terra. Gli Israeliti fecero ripetutamente “ciò che è male agli occhi di Dio” e furono regolarmente puniti.
Nella narrazione del mitico Sansone e della moglie Dalila, i nemici degli Israeliti non sono più i Cananei, ma i Filistei, il mitico “popolo del mare” che conquistò la parte meridionale della Palestina (l’area dell’odierna Gaza, una delle cinque città da loro fondate) verso l’anno 1200 a.C., dopo aver minacciato l’impero egizio senza successo. Dalla costa i Filistei si stavano man mano spostando verso l’interno, ed entrarono quindi in collisione con le tribù israelite che si stavano a loro volta espandendosi dalla zona collinare verso il mare. Anche i Filistei assimilarono i culti cananei. I loro dei (Dagon, Astarot e Baal-zebub) sono del tutti collegati agli dei cananiti. Sansone non era un giudice, ma poiché nacque da una madre sterile, fu promesso a Dio come “nazireo”. Il termine indica una persona che ha fatto voto di consacrare la sua vita a Dio. La storia di Sansone è legata per certi versi al racconto della guerra di Troia: sono infatti molti i parallelismi con la mitologia greca. 
Il Libro di Rut, che nella maggior parte delle Bibbie cristiane segue il Libro dei Giudici, racconta la storia di Rut. Rut non era ebrea, ma proveniva dal vicino paese di Moab (i Mo’abiti erano discendenti di una delle figlie di Lot). Sposò un ebreo e alla sua morte decise di tornare nella regione di Giuda. Rut diventerà la bisnonna di Davide.
L’ultimo giudice di Israele, Samuele, è raccontato nei due libri di Samuele, che vede l’istituzione della monarchia. Anche Samuele fu consacrato al Signore come “nazireo”, in quanto anche sua madre era sterile. Samuele verrà ben presto onorato in tutto Israele come giudice, sacerdote e profeta. Durante il periodo di Samuele, i Filistei attaccano il paese e sequestrano l’Arca dell’Alleanza, il luogo dove vevonano conservati i Dieci Comandamenti e dove Dio si manifesta. Ma una peste bubbonica colpisce i Filistei che per scaramanzia restituiscono prontamente l’Arca, che viene rimessa al suo popolo. Samuele ammonisce il suo popolo: i Filistei potranno essere sconfitti solo quando gli Israeliti smetteranno di adorare altri dei.


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