martedì 11 settembre 2012

Dislessia: le condizioni riguardanti l’io nella fissazione al sincretismo

Un’io affetto da fattori patologici di origine storica o congenita non può essere inserito normalmente nel presente, nel reale, nell’azione e nel futuro, tanto più che non può allacciare con gli altri relazioni normali. Questo gruppo di fattori è legato a una delle condizioni necessarie per la formazione di un universo orientato stabile, cioè la stabilizzazione dei valori affettivi. Qui l’io è considerato nei suoi aspetti più generali, quali l’equilibrio relativo, la sua forza, la capacità i resistenza alle frustrazioni e il suo atteggiamento ad allacciare legami affettivi.
Un trauma che, al momento storico dell’accesso all’universo analitico, provoca nel bambino una regressione brutale, genera la fissazione alla stadio ante-analitico e a quello dell’universo ambiguo, a quando il suo progresso era dovuto a compensazioni riuscite.
Ecco definiti i sette gruppi di fattori ciascuno dei quali può esprimersi con la dislessia:
- turbe della lateralizzazione;
- turbe dello schema corporeo;
- turbe dell’orientamento spazio-temporale;
- instabilità dei valori affettivi;
- anomalie sensoriali e neuro-sensorio-uditive;
- insufficienza intellettiva;
- traumi psichici o anomalie dell’io.
Il principio della malattia potrebbe essere cominciato nel modo seguente: un danno grave a uno di questi sette gruppi di fattori, in assenza di compensazione, genera la fissazione del bambino allo stadio ante-analitico e si ripercuote su tutti gli altri fattori.
Per illustrare i primi quattro fattori presentiamo le osservazioni seguenti.

Osservazione
Ch. Ha 12 anni e mezzo. È il quarto di sei fratelli. Si trova in ritardo di un anno a scuola. È buono, servizievole, mantiene buone relazioni con i fratelli, sorelle e genitori. L’ortografia è lamentevole, mentre va molto bene in matematica. Il livello intellettuale è del tutto normale. Tuttavia si nota un’inibizione molto forte che spesso lo paralizza e lo priva dei suoi mezzi. L’esame di lettura indica che questa è ancora incerta, difficile. Centra l’attenzione sull’individuazione elle lettere. L’ortografia è fonetica. La motricità è medio-normale, il ritmo lento. I test proiettivi confermano dubbi e mancanza di fiducia. Si rivela ansioso. Ora, che si rintraccia nella storia di questo ragazzo? Mentre fino a sei mesi era un bambino senza problemi, si manifesta a quell’età un eczema che dura fino a tre anni. Le orecchie sono completamente a sventola e sanguinano frequentemente. A nove mesi si è costretti ad avvolgere le braccia in tubi di cartone per evitare che si gratti. Non potendosi aiutare con le braccia per rialzarsi, non cammina fino a 18 mesi quando i genitori decidono di togliergli i cartoni perché possa imparare a camminare. Solo lentamente recupererà il ricordo motorio. Cresce poi normalmente, almeno sembra, e solo le difficoltà in lettura-ortografia preoccuperanno di nuovo i genitori. Molto simbolicamente, il disegno dell’omino si rivela molto al di sotto del livello intellettivo espresso dagli altri test. La turba dello schema corporeo sembra aver avuto un ruolo determinante, essendo legate alle sue conseguenze le stesse turbe affettive.
Osservazione
Ecco un esempio di instabilità dei valori e di lateralizzazione. Si tratta di D., un bambino di otto anni. Motricità: nessun vero ritardo, ma inibizione importante e disagio in ogni movimento. Lateralizzato male, il bambino presenta una cattiva organizzazione spaziale. Non sa situarsi, ora, nello spazio e nel tempo. Pessima strutturazione spazio-temporale. Intelligenza: livello molto normale, ma rendimento talvolta perturbato (il bambino di turba spesso, è emozionato, sperduto). Lettura-ortografia: lettura sempre sillabica, lentissima, con inversioni, confusioni e omissioni di lettere. Il bambino non è presente e non può analizzare. Affettività: ansietà, gelosia, senso di esclusione, complesso di abbandono. Ecco riassunta la storia del ragazzino. Durante la gravidanza la mamma, che è già al secondo matrimonio e che ha già un figlio e una figlia dal primo, è molto stanca. Il bambino deve essere allattato con latte vaccino. Piange spesso la notte, rimette la maggior parte del latte. La madre deve separarsene per un po’ di tempo alla successiva nascita dei gemelli.  D. ha quasi tre anni. Reagisce male alla separazione e all’arrivo dei gemelli. È geloso. A quattro anni è inserito alla scuola materna dove piange durante le lezioni. Attualmente considera la scuola una fatica. Talvolta accampa come pretesto il mal di pancia. Il giorno del dettato è pallido come un lenzuolo. Dorme agitato. Gli capita di avere spaventi notturni.
Osservazione
Ecco un esempio di cattivo orientamento. P. ha 11 anni, segue i corsi per corrispondenza da un anno. Infatti l’anno precedente è stato ritirato da scuola perché non concludeva nulla. Tuttavia va bene in aritmetica, ma la scrittura e l’ortografia sono deplorevoli. È il secondo di quattro figli. La mamma lo ha coccolato molto. Con lei si comporta ancora come un bambino piccolo, ma teme molto il padre che non vuole essere accarezzato e lo strapazza. Ha imparato tardi a parlare e a fare a meno del pannolino. È lento e maldestro, geloso dei fratelli. È mancino non contrariato. Motricità: nessun problema grave oltre alla lentezza e una certa goffaggine. Non riconosce ancora su di sé la destra e la sinistra. Lettura-ortografia: confusioni, inversioni, parole e righe saltate. Il bambino si perde completamente nell’orientamento. Dislessia, disortografia e disgrafia al massimo grado. Intelligenza: eccellente, supera nettamente la media, ma pessima struttura spaziale. Affettività: fissazione sulla madre, regressione, ansia, senso di colpa, difesa eccessiva dell’io, ripiegamento su se stesso.

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