mercoledì 14 gennaio 2015

Dürer e il quadrato magico di Melencolia I

Albrecht Dürer (1471-1528), il pittore e incisore tedesco esponente della pittura tedesca rinascimentale, fu senz’altro attratto dall’esoterismo, tanto che in un’incisione del 1514, Melencolia I (o Melacholia I), Dürer raffigura una vasta serie di simboli esoterici.
Inciso nel muro dietro la figura alata, appena sotto la campana appare un quadrato pieno di numeri. Si tratta di un “quadrato magico”, una griglia quadrata in cui vengono collocati numeri interi diversi fra loro, in modo che la somma di ogni riga, di ogni colonna e di ogni diagonale dia lo stesso risultato.
Visto che è dimostrabile che un quadrato non può essere magico se ha una griglia di 2x2, si può cominciare a costruirli da griglie 3x3. Il più antico quadrato magico conosciuto è il quadrato di Lo Shu, noto in Cina già nel 3000 a.C..
Il quadrato che appare nell’opera di Dürer  ha una griglia di 4x4 e possiede molte più proprietà dei quadrati magici ordinari che concorrono a formare le sue 880 varianti.
In esso, non solo la somma di ciascuna riga, colonna e diagonale è 34, ma anche di ognuno dei quattro quadrati 2x2 che costituiscono il quadrato più grande, nonché del quadrato formato dai quattro numeri al centro e addirittura dai quattro angoli. Inoltre, nelle due caselle centrali dell’ultima riga vi sono inseriti i due numeri (15 e 14) che formano la data di creazione dell’opera (1514).

2 commenti:

  1. che relazione c'è tra questo quadro e un individuo di nome Giuseppe Polone di napoli che è rimasto isolato nella giungla per un mese, nella malinconia ha sviluppato la capacità di fare quadri magici di staordinari grandezze senza avere un briciolo di cultura scolastica?

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    1. Caro Pietro. Grazie per il commento. Non credo ci sia nessuna correlazione fra questo quadro e il sig. Polone che ha riempito le cronache recenti con le sue capacità. Durante tutto il corso della storia personaggi conosciuti e non si sono cimentati nella pratica di creare quadrati magici sempre più grandi. Il sig. Polone può essere stato ispirato da molte situazioni

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