venerdì 11 maggio 2012

Susanna e i vecchioni (Artemisia Gentileschi, Pommersfelden)

Questo olio su tela del 1610 appartiene al periodo dell’esordio della pittrice italiana, che lo dipinge ad appena 17 anni. La Gentileschi riproporrà il soggetto altre due volte: uno datato 1622 che appartiene oggi a una collezione privata di Stamford, in Inghilterra, e quello che risale all’ultimo periodo della sua carriera artistica, datato 1649 e conservato alla Galleria Moravska a Brno.
La scena rappresentata è descritta del Libro di Daniele, al capitolo XIII, che è incluso nel canone cattolico e ortodosso ma non in quello ebraico. Infatti gli Scritti (Ketuvim), cioè la terza e ultima parte della Tanakh ebraica, comprendono solo i primi 12 capitoli.
L’episodio è particolare in quanto evidenzia i vizi delle persone anziane, solitamente citate per le loro virtù. Susanna è moglie di Joachim, un ricco ebreo che abita in un bel palazzo e che ama ricevere molti amici. Un giorno, nella casa di Joachim, sono invitati due anziani appena nominati giudici. Costoro intravedono la bella Susanna fare il bagno nel suo giardino e, presi dalla lussuria, si lasciano andare a proposte oscene: minacciano la donna di rivelare al marito che l’hanno vista in compagnia di un amante se lei non si concederà a loro. Nonostante la minaccia Susanna si rifiuta di concedersi ai lussuriosi anziani e questi l’accusano pubblicamente di adulterio. Susanna viene portata in tribunale, giudicata colpevole e condannata a morte. Grazie all’intervento di Daniele verrà poi scoperto l’inganno.
Sull'attribuzione della paternità del quadro ci sono ipotesi discordanti: alcuni studiosi hanno ritenuto che sia opera del padre Orazio e firmata con il nome di Artemisia a scopo promozionale, ma oggi la critica è concorde nel sostenere che, nonostante forse qualche aiuto modesto del padre, l’opera sia l’esempio delle notevoli e precoci qualità di Artemisia, alla ricerca di una sua identità di stile, pur rimanendo fedele al realismo di Caravaggio.
Nonostante qualcuno abbia visto nel quadro una sorta di biografia dell’autrice, giovane donna insidiata da uomini lascivi, il quadro in questione precede il tragico episodio dello stupro della pittrice italiana.
La Gentileschi rappresenta la scena sempre nel punto centrale della vicenda, quando gli anziani lussuriosi sorprendono Susanna nuda al bagno e tentano l’approccio. Tutti e tre i quadri, infatti, riportano solo i tre soggetti. In questo, che fa parte della collezione Graf von Schönborn, a Pommersfelden, in Germiania, Susanna è ritratta sul sedile della vasca nuda, la testa reclinata come per non sentire le parole dei due vecchi, e con le mani che cercano di allontanare le due viscide figure. I due anziani, in atteggiamento di complicità, stanno parlottando fra loro per concordare il da farsi. Non vi è nessun personaggio di contorno o elemento coreografico al di fuori dei tre: non sono rappresentate ancelle o serve, non ci sono ruscelli o corsi d’acqua o alcun tipo di vegetazione che nasconda i malfattori. La scena è rigorosamente tenuta dai tre personaggi protagonisti, in una disposizione piramidale in cui si avverte la sopraffazione degli anziani rispetto alla giovane indifesa. Susanna e i vecchioni rappresenta così il primo capolavoro della prima artista donna con un’ottica specificatamente femminile.
Susanna e i vecchioni, Artemisia Gentileschi, 1610, olio su tela, cm. 170x119, Collezione Graf von Schönborn, Pommersfelden.

8 commenti:

  1. Pazzesco che sia stato dipinto a soli 17 anni e che, soprattutto, sia stato scelto un soggetto così scabroso!

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  2. E infatti qualcuno ha detto che c'era lo zampino del padre... Ma studi recenti hanno confermato che l'opera è attribuibile solo a lei. il soggetto è spinto, ma pur sempre biblico!
    m.c.

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  3. Susanna e i vecchioni! Grande capolavoro! Grazie recensione.

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  4. mi occorre la tua mail per overblog e i premi...

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  5. Artemisia Gentileschi è un'artista spettacolare. Grazie per le tue preziose informazioni.

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