venerdì 20 aprile 2012

Le cause della dislessia: turbe nella relazione io-universo

Le origini su cui si è costruito questo mondo patologico di relazione possono essere varie senza escludersi: turbe nella comunicazione verbale, debolezza mentale, cattivo orientamento nello spazio vissuto, disturbi dello schema corporeo, cattiva lateralizzazione, turbe affettive infantili, sordità o debolezza uditiva. È fra i 18 mesi e i 3 anni che devono essere localizzate le cause di ciò che più avanti sarà la malattia dislessia, poiché è in questo periodo che si costituiscono le basi di una differenziazione della relazione io-universo, si effettua il passaggio dall’universo pre-verbale all’universo oggettivo-verbale e che l’Io organizza lentamente le sue prese sull’universo in via di obiettivazione. Questo periodo è il più importante per il problema in oggetto perché i termini della relazione io-universo si trovano allo stato nascente.
Perché questo stato di efflorescenza della relazione si trova perturbato?
I motivi da richiamare sono numerosi e devono essere ricercati nelle condizioni vitali dello sviluppo: una sordità, una debolezza, una carenza bio-fisiologica, una carenza affettiva sono tutte ragioni possibili e che non si escludono fra loro. Il risultato è che l’evoluzione del bambino resta bloccata al sincretismo. Conseguentemente, è l’impossibilità di accedere allo stadio analitico per quanto riguarda lo spazio e il tempo che determina la serie di disturbi che la dislessia rappresenta e che fa apparire all’osservatore.

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3 commenti:

  1. Eppure ci sono ancora pediatri che non riescono a capire neppure lontanamente quando esiste un problema del genere, anche se i genitori allarmati chiedono informazioni e aiuto...

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  2. Lauretta non tutti i pediatri hanno le "competenze" in tutti i campi...inoltre chi dice alle mamma che i box costituiscono un limite alla sperimentazione e l'orientamento nello spazio? i pediatri no di sicuro...

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  3. secondo me avre ragione entrambe: è vero che il problema è troppo specifico per essere affrontato dal pediatra, ma il pediatra, come poi succesdivamente gli operatori di infanzia e gli insegnanti devono necessariamente saper riconoscere i sintomi di un problema o di un disagio o di uno sviluppo rallentato di qualche funzione... poi si tratta di indirizzare verso le strutture adatte per le diagnosi e i test specifici. sulla questione box, sono decisamente d'accordo. per qualche tempo può essere considerato come uno spazio protetto in cui compiere le prime esplorazioni.... ma proprio per poco tempo.... poi l'universo va conosciuto nella sua totalità.
    monica c.

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