lunedì 26 marzo 2012

Betsabea con la lettera di David (Rembrandt)

In questo dipinto di Rembrandt viene rappresentata la scena finale della storia di Betsabea, quando trascorso il periodo di lutto per la morte del marito Uria l’Ittita, viene inviata da re David a diventare sua moglie (scena narrata nel Secondo libro di Samuele). David si innamorò di Betsabea un giorno che la vide bagnarsi in un fiume, quando la donna era ancora sposata: si congiunse con lei e la giovane restò incinta. Per coprire l’accaduto, David richiamò dal fronte Uria, sicuro che il guerriero Ittita avrebbe giaciuto con la sposa, ma era consuetudine per i soldati astenersi dal sesso prima delle battaglie e Uria non adempì ai suoi doveri coniugali. David allora ordinò che fosse messo in prima fila in battaglia, senza copertura del resto dell’esercito, in modo da esporlo a morte certa. Lasciato passare un convenevole periodo di lutto, David invitò la giovane vedova a diventare su moglie e a partorirgli il figlio. Ma Dio fece sapere al re che il suo delitto non sarebbe rimasto impunito e così il primo figlio di David e Betsabea morì. In seguito i giovani ebbero un altro figlio, il saggio Salomone, che succedette a David al trono.
Rembrandt raffigura Betsabea nel momento in cui, ricevuto l’invito di David, si prepara all’incontro col giovane re. La figura femminile, per cui il pittore probabilmente usò come modella la balia e governante Hendrickje Stoffels (poi divenuta sua compagna), occupa quasi tutta la scena. La giovane è rappresentata nuda e a grandezza naturale, seduta in primo piano a destra su un ricco drappo poggiato su una panca accanto al bordo della vasca. Nell’angolo inferiore sinistro della tela si intravedono pochi particolari di un’ancella che si accinge a lavarle i piedi. Betsabea ha il capo leggermente inclinato in avanti, nella mano destra appoggiata al ginocchio stringe la lettera di re David e lo sguardo rivela tutto il tormento interiore: rimanere fedele al marito o ubbidire al re. Per non offuscare il protagonismo assoluto della giovane e del suo momento di intima titubanza, nel quadro non viene ritratto nessun altro personaggio della vicenda: non vi appare né re David né il suo messaggero. In perfetta compostezza Betsabea appare sola (è poco rilevante la presenza della vecchia ancella), in forte tensione interiore, in preda al dilemma. Posta di fronte a una decisione che solo a lei spetta e alla quale proprio non può sfuggire, medita la risposta.
Betsabea con la lettera di David di Rembrandt Harmenszoon Van Rijn; 1654; olio su tela; cm. 142x142; Museo del Louvre, Parigi

6 commenti:

  1. un po' di dieta non le farebbe male...ah ah ah scherzo...molto bello Monica, lo sai queste cose mi appassionano

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  2. A confronto "Beautiful" è roba per poppanti... A me la sua espressione ispirava più una cosa del tipo: "Mah, insomma, non mi pare che tu stia facendo un gran bel lavoro nèèèè!" :D

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  3. @mara: io invece fonderi il movimento per la rivalutazione dei canoni della bellezza del Cinquecento... così possiamo sentirci tutte bellissime.
    @laua: hai ragione, una bella telenovela, quanto all'espressione, chi può dire cosa rappreenta, se non l'autore? noi facciamo solo congetture....
    monica

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  4. Bello scoprire la storia che sta dietro ad un dipinto!

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  5. io non sono cicciottina...però sarei fuori moda :-(

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