giovedì 9 febbraio 2012

Adamo ed Eva cacciati dal paradiso (Masaccio)

Questo dipinto del Masaccio, uno dei tanti che ruotano intorno al tema di Adamo ed Eva, del peccato originale e della cacciata dal paradiso terrestre, è anche una delle numerose testimonianze degli interventi postumi di copertura dei genitali nelle opere d’arte con ornamenti vegetali. Masaccio dipinge l’affresco durante il lavoro di decorazione della Cappella Brancacci, nel transetto della Chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze.
I lavori nella cappella iniziano nel 1424 insieme a Masolino da Panicale in seguito alle disposizioni testamentarie di Pietro Brancacci eseguite da Felice Brancacci, patrono della cappella. I due utilizzano un solo ponteggio: Masolino affresca le sue storie sulla parete di fondo mentre Masaccio dipinge sulla parete laterale. Il risultato finale sono due stili che si contrappongono: il rigore tipicamente tardogotico di Masolino e quello del Masaccio, che rappresenta uno degli esempi più elevati di umanesimo rinascimentale. Adamo ed Eva cacciati dal paradiso (o Cacciata dei progenitori) si trova così sul lato opposto a quello dove Masolino raffigura un’altra scena della Genesi: la tentazione di Adamo ed Eva.
Nel capolavoro  di Masaccio i due personaggi sono rappresentati in tutta la loro umanità: Adamo si copre il volto con le mani per la vergogna e il senso di colpa, Eva urla di dolore e si copre le nudità con le mani. I corpi sono volutamente sgraziati e realistici, inondati di una luce violenta proveniente dalla destra del dipinto, la stessa direzione da cui arriva la luce naturale dalla finestra della cappella.
L’angelo della giustizia piomba dall’alto e sguaina una spada per intimare i due a uscire dalle porte dell’Eden. Il realismo dell’affresco affiora in ogni particolare: nei capelli di Adamo si avverte il sudore del lavoro al quale è stato condannato e nella figura di Eva viene posto in evidenza il senso del pudore. La caviglia di Adamo presenta un errore (è un po’ tozza), particolare che mette in risalto l’eccezionale senso realistico dell’autore.
Rispetto agli scritti della Genesi, nel quadro appaiono alcune divergenze, in quanto viene rappresentato un solo angelo, mentre la Genesi narra di cherubini "che vibravano ..... una spada fiammeggiante". Inoltre i corpi sono rappresentati nudi (le frasche furono aggiunte in seguito), quando la Genesi invece fa riferimento a tuniche di pelle come vesti. Masaccio fa uscire le figure da un arco che rappresenta la porta del paradiso terrestre, mentre il libro biblico non accenna mai a nessuna porta di ingresso e uscita dall’Eden.
Dopo l’intervento di restauro del 1990 sono state completamente eliminate le coperture, ripristinando lo stato originale dell’opera.
La cacciata dei progenitori dal Paradiso terrestre, Masaccio, 1424-1425, fresco a muro, cm. 208x88, Cappella Brancacci (Chiesa del Carmine), Firenze

7 commenti:

  1. e aggiungerei che li ha rappresentati anche bruttini...mentre appaiono belli in altri quadri...Forse proprio per far risaltare la loro disperazione.

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  2. Julie ha ragione, son proprio bruttini... Ma Adamo non poteva coprirsi il volto con una mano e con l'altra occultare le grazie? :-)

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  3. In effetti... non brillano di certo per fascino... E' il prezzo del realismo!

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  4. Affresco di grande intensità e ben descritto. Ciao

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  5. Affresco fortemente realistico dove dominano disperazione e vergogna.Ciò che più colpisce l'osservatore è la fuga senza meta.Il pittore vi esprime tutta la sua tensione umana e religiosa.Mattia

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  6. Ho visto oggi (1/12/2016 ) questo affresco con l'ausilio di una ottima videoguida (solo 3€). Il video della guida (ti danno un tablet) è davvero ben fatto. Tu Monica sei altrettanto brava e mi hai detto cose sul restauro che non sapevo. Grazie
    Mario

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  7. CREDO CHE MASACCIO NON ABBIA RAPPREENTATO NON APPOSTA ILRITRATTO NON COME LA GENESI MA COMUNQUE OLTO BELLO

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