martedì 3 gennaio 2012

Una riflessione sui modelli educativi per le nuove generazioni

Nel 1962 usciva nelle sale cinematografiche “Il buio oltre la siepe”, tratto dall’omonimo romanzo di Herper Lee vincitore del premio Pulitzer. Nello splendido film diretto da Robert Mulligan e vincitore di tre premi Oscar, uno straordinario Gregory Peck si trova a fronteggiare il problema della discriminazione (non solo razziale) nei confronti dei “diversi” (neri e malati di mente), in una cittadina del profondo sud degli Stati Uniti. Insieme a suoi bambini, che diventeranno protagonisti quanto lui dell’intera storia, cerca di combattere i pregiudizi di una mentalità provinciale conformista e retrograda. Il film è introdotto dalla voce fuori campo della bimba maggiore che così ricorda quell’esperienza: «I vicini portano da mangiare quando muore qualcuno, portano dei fiori quando qualcuno è ammalato e altre piccole cose in altre occasioni. Boo era anche lui un nostro vicino e ci ha regalato: due pupazzi fatti con il sapone, un orologio rotto con la catena, un coltello e le nostre vite. Una volta Atticus mi aveva detto “Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di metterti nei suoi panni, se non cerchi di vedere le cose dal suo punto di vista”; ebbene io quella notte capii quello che voleva dire. Adesso che il buio non ci faceva più paura avremmo potuto oltrepassare la siepe che ci separava dalla casa dei Radley e guardare la città e le cose dalla loro veranda. Accadde tutto in una notte, la notte più lunga, più terribile e insieme la più bella della mia vita».

Cos’è cambiato da allora? A giudicare da questo video sembrerebbe non molto. Dobbiamo essere molto critici sui modelli che trasmettiamo alle nuove generazioni e tenere presente l’influenza che abbiamo noi adulti sui bambini e sull’idea che essi hanno di loro stessi. Perché l’amore e la tolleranza si imparano da piccoli.

Negli anni 50, in una America ancora afflitta dalla segregazione razziale, lo psicologo Kenneth Clark ha condotto un esperimento con dei bambini neri. Voleva misurare l’impatto che il razzismo aveva sull’immagine che questi bambini avevano di loro stessi. I bambini dovevano scegliere fra una bambola nera e una bambola bianca. Più di 50 anni dopo i risultati sono differenti? I diversi test recenti sono un’accusa insopportabile…  "Mi puoi mostrare la bambola che preferisci o quella con cui ti piacerebbe giocare?"



Kenneth Clark (1914-2005) è stato uno psicologo afro-americano. Con la moglie Mamie Phipps Clark ha fondato a Harlem il centro di Northside per lo sviluppo del bambino e l’organizzazione “Occasioni illimitate della gioventù di Harlem” (HarYou). I Clark sono stati testimoni di parte nel processo “Briggs verso Elliott” (1952), successivamente congiunto ad altri casi in cui la Suprema Corte degli Stati Uniti ha dichiarato incostituzionale la segregazione razziale nelle scuole pubbliche.

1 commento:

  1. Mi manca questo film però mi ispira di più il romanzo...

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