lunedì 9 gennaio 2012

Storia o leggenda: Brian Boru

L'arpa celtica
Uno dei più antichi e conosciuti brani di musica irlandese, la Brian Boru’s march è dedicata a lui. E l’arpa di Brian Boru è il termine per indicare lo strumento divenuto emblema nazionale della Repubblica d’Irlanda, riportato sul retro della moneta da 1 euro, usata anche come simbolo della provincia di Leinster e nell’insegna della birra Guinness. The Spire (il Pinnacolo), il celebre monumento dublinese in O'Connell street viene chiamato anche pinnacolo di Brian Boru. Il personaggio della serie tv Star Trek, Miles O'Brien, interpretato dall'attore irlandese Colm Meaney, si definisce un discendente di Brian Boru. Ma chi era in realtà Brian Boru?
Brain Boru, ovvero Brian Bórumha mac Cennétig (noto con i nomi inglese di Brian Boru e irlandese di Brian Boraime) fu sovrano supremo d'Irlanda dal 1002 al 1014. Secondo la tradizione, ai suoi funerali fu intonata quella che poi sarà conosciuta, appunto, come la Brian Boru’s march, uno dei più antichi brani popolari irlandesi che ha preso la sua forma melodica definitiva attorno al XV secolo.
Il logo
della birra Guinness
L’onore di tale tributo sarebbe da attribuirsi alla leggenda secondo la quale il re irlandese sarebbe riuscito, anche se per breve tempo, a unificare il regno, storicamente diviso in clan, a costo della propria vita (morì nel 1014 nella battaglia che si svolse sulle rive del Liffey). 
Brian Boru apparteneva al clan dei Dál gCais, ed ereditò la sovranità del territorio del Munster dopo la morte del padre e del fratello maggiore. Una volta consolidato il suo dominio nella regione, Brian si proposte di estenderlo nelle provincie confinanti del Connacht e del Leinster, entrando in conflitto con il supremo sovrano d’Irlanda Máel Sechnaill mac Domnaill, che governava sulla provincia di Meath. Per quindici anni gli scontri si susseguirono senza sosta, finché nel 996 Brian Boru ottenne il dominio dapprima del Leinster, e poi sui territori vicini, finché, nell’anno 1000, manifestò il chiaro intento di riprendere la lotta per il totale controllo dell'Irlanda, compresa l'unica provincia che non aveva riconosciuto il suo potere: l'Ulster.
Per sconfiggere e sottomettere tutti i sovrani dell’Ulster, Brian Boru ebbe bisogno di campagne militari molto impegnative, che durarono dieci anni. Durante il regno unificato, Brian si accattivò i favori del monastero di Armagh, imponendo agli altri monasteri il versamento di numerosi tributi da versare alla cittadina, dichiarata epicentro della Chiesa cristiana in Irlanda e proclamata capitale religiosa della nazione. A tale proposito il Libro di Armagh si riferisce a Brian Boru non come Ard Ri (Supremo sovrano) ma come Imperatore d'Irlanda.
Nel 1012, però, iniziarono le ribellioni dei sovrani che un tempo si erano sottomessi a Brian e il capo del regno unito fu costretto, insieme al figlio Murchadh, a impegnarsi in nuove e sanguinose battaglie. I nemici di Brian arrivarono ad allearsi con i Normanno-Gaeli e anche con i guerrieri giunti dall’estero, probabilmente vichinghi, attirati dalla possibilità di ottenere ingenti bottini di guerra. Le truppe vichinghe guidate da Sigurd Hlodvirsson re delle Orcadi e da Brodir sovrano dell'isola di Man, arrivarono in Irlanda il 18 aprile 1014. Brian morì durante la battaglia, ucciso mentre pregava. Il suo coraggio e la sua determinazione gli permisero di diventare l'ultimo High King of Ireland.
L’immagine popolare di Brian Boru come colui che guidò le sue armate contro gli invasori vichinghi, ebbe origine soprattutto da uno scritto risalente al XII secolo dal titolo Cogadh Gaedhil re Gallaibh (Guerra degli Irlandesi contro gli Stranieri), che però probabilmente fu commissionato da uno dei discendenti di Brian Boru a fine propagandistico per giustificare le pretesa della casata sulla corona del Sovrano Supremo. Anche se quest’opera fu considerata attendibile da molti studiosi fino agli anni settanta, è improbabile che Brian Boru liberò l'Irlanda dagli invasori vichinghi, visto che questi ultimi non invasero mai l'isola durante il suo regno; le invasioni iniziarono infatti soltanto dalla fine dell’VIII secolo.
Per quanto riguarda l’arpa, oggi esposta al Trinity College a Dublino, c’è da dire che sicuramente non poteva appartenere a Brian Boru, in quanto non si tratta di un'arpa del XV secolo. Insieme alla Queen Mary Harp e alla Lamont Harp si tratta della sola arpa gaelica medievale esistente al mondo.

La Brian Boru’s march, nella splendida interpretazione di Sir James Galway, flautista irlandese soprannominato “l’uomo dal flauto d’oro” e universalmente considerato uno dei più grandi interpreti del repertorio flautistico di tutti i tempi…



…e nella versione tradizionale suonata con l’arpa celtica



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