giovedì 8 dicembre 2011

Giuditta con la testa di Oloferne (Andrea Mantegna)

L'opera appartiene a un gruppo di dipinti che Andrea Mantegna realizzò nella fase tardiva della sua attività con la tecnica a grisaille, termine che indica un metodo per rendere le sfumature di grigio e in generale una pittura a monocromo con l'effetto del rilievo scultoreo. La scena riprodotta è raccontata nel Libro di Giuditta, uno dei sette libri deuterocanonici inclusi nella versione alessandrina della Bibbia dei Settanta, il canone biblico adottato dalla Chiesa cattolica e ortodossa. Lo scenario storico si inquadra nel periodo della dominazione babilonese e della deportazione di gran parte del popolo ebraico a Babilonia, a seguito della conquista di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor, nel 597 a.C. Dopo la caduta della città, il re caldeo Nabucodonosor inviò il generale Oloferne per sconfiggere gli ebrei ribelli. Giuditta, una vedova ebrea il cui nome significa appunto "giudea", oppose una coraggiosa resistenza al generale straniero: cambiò le sue vesti vedovili con abiti provocanti, cosparse il corpo con essenze profumate e si presentò all'accampamento di Oloferne con la scusa di voler collaborare con lui. Una sera, dopo aver indotto il generale a ubriacarsi, Giuditta si impossessò della sua spada e gli mozzò la testa.
Nel dipinto di Mantegna la scena è rappresentata nei toni del grigio, con uno sfondo di marmo venato e leggermente colorato. In primo piano appare Giuditta, con vesti leggere che segnano le forme giunoniche e un'acconciatura molto accurata. Nella mano destra tiene ancora salda la spada sottratta al generale. Con la mano sinistra infila la testa mozzata di Oloferne in un sacco tenuto aperto da un servo dai tratti tipicamente mediorientali. La scena si svolge appena fuori dalla tenda, i cui drappi sono aperti per mostrarne l'interno: vi si scorge un particolare del letto dove è appoggiato un piede del decapitato generale. Poiché è risaputo che le grisaille non erano concepite come opere isolate, si pensa che il dipinto possa appartenere a una lunga serie di opere raffiguranti le eroine bibliche e pagane.
Giuditta con la testa di Oloferne, 1495-1500, tempera su tela, cm. 48,1x36,7, The national gallery of Ireland, Dublino.

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