mercoledì 28 dicembre 2011

Benedizione di Isacco a Giacobbe (paternità incerta)

La paternità dell’affresco, insieme a quello di “Esaù viene respinto da Isacco”,  è molto dibattuta: alcuni studiosi lo addebitano a Giotto, altri al Maestro di Isacco o a un artista della cerchia di Arnolfo di Cambio. L’affresco, molto rovinato, ritrae la scena biblica dell’inganno di Giacobbe, figlio di Isacco. Fin dalla nascita Giacobbe soffriva per la manifesta predilezione del padre verso il gemello Esaù, a cui aveva già sottratto astutamente il diritto di primogenitura. Prediletto dalla madre Rebecca, viene da lei spronato a raggirare il padre, ormai cieco, per ottenere la sua benedizione, momento appunto rappresentato nell’affresco. La scena è ambientata in una stanza: in primo piano l’ormai vecchio Isacco è disteso su un grande letto di legno contornato da drappeggi rossi. Una figura alle sue spalle, probabilmente una serva, lo aiuta a sorreggersi. Scostando uno dei drappeggi sul fondo appaiono Rebecca e Giacobbe. Per simulare la villosità di Esaù, Rebecca ha coperto la pelle di Giacobbe con vello di capretto e inoltre ha travestito il figlio prediletto con gli abiti del fratello gemello. Giacobbe porta al vecchio patriarca un piatto di cibo tenuto con la mano sinistra e porge la destra per ottenere la benedizione di solito riservata al figlio primogenito. Abiti e arredi hanno tutti un’eleganza classica e i volti delle figure umane hanno i classici lineamenti degli antichi romani. Le luci e i colori sono delicati, con prevalenza del giallo oro e rosso tenue.
Assisi, Basilica superiore di San Francesco, affresco cm. 300x300, 1291-1295.

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