domenica 27 novembre 2011

Trovati i reperti archeologici della prima guerra punica

Sono stati recuperati la scorsa estate nel mare delle Egadi, al largo di Trapani, i resti dello scontro navale della prima guerra punica fra romani e cartaginesi, l'epica battaglia che cambiò il corso della storia antica. La ricerca è stata coordinata dalla Soprintendenza del mare della regione Sicilia. Cuore tecnologico dell'operazione un "Rov"(Remote operating vehicle), ovvero un sottomarino telecomadato che avrebbe fornito indicazioni sulla posizione dei reperti sparsi sui fondali. I sub che si sono fatti carico del recupero del prezioso ritrovamento hanno riportato a galla rostri di navi e parecchi elmi dei soldati sopra imbarcati. Il sospetto che quel tratto di mare (a nord-ovest dell'sola di Levanzo) custodisse importanti reperti archeologici era nato già qualche anno fa, quando un subacqueo aveva riferito circa il ritrovamento di un considerevole numero di ceppi di ancore allineati lungo il fondale marino. Dagli scritti originali di alcuni storici greci venne il sospetto che potesse trattarsi appunto dell'agguato che i romani tesero a Cartagine nascondendosi dietro un promontorio dell'isola di Levanzo. Grazie all'effetto sopresa i romani ebbero la meglio nella battaglia nel giro di sole due ore. Fonti storiche riferiscono che nella prima guerra punica furono coinvolti 200 mila uomini a bordo di 350 navi romane e 700 cartaginesi. Dopo quella battaglia Roma cambiò il suo volto: da piccola potenza regionale divenne un'impero globale.

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