venerdì 3 aprile 2015

Le tappe dell’apprendimento nell’età scolare

Nell’articolo precedente (vedi) sono state esposte in modo sintetico le linee di pensiero che individuano lo sviluppo dell’apprendimento come un processo a tappe, e si è fatto cenno alle caratteristiche della fase prescolare (da 0 a 3 anni).
Jean Piaget
Per quanto riguarda l’età scolastica (da 3 a 6 anni), gli studi pedagogici sviluppati all’inizio del XX secolo, si possono dividere in tre correnti di pensiero.
1) Interdipendenza del processo di sviluppo dal processo di apprendimento. L’apprendimento è processo esteriore, parallelo a quello di sviluppo, che però non lo modifica. L’apprendimento utilizza i risultati dello sviluppo anziché precederne il corso e mutarne la direzione. Sostenitore principale di questa linea di pensiero è stato lo psicologo e pedagogista svizzero Jean Piaget (1896-1980), che studiò il pensiero del bambino nella sua forma pura. I bambini interrogati dovevano dare risposte senza avere la possibilità di fare ricorso all’esperienza. La conclusione di Piaget fu che lo sviluppo precede l’apprendimento.
2) Coincidenza di sviluppo e apprendimento. Questa tesi attribuisce all’apprendimento un ruolo fondamentale nel processo di sviluppo. William James (1842-1910), psicologo e filosofo statunitense sostiene che l’educazione equivale a un organizzazione di abitudini di comportamento e inclinazione all’azione. Di conseguenza lo sviluppo consiste in un accumularsi di reazioni. L’insegnamento deve sempre tenere presenti le leggi dello sviluppo. Caratteristiche fondamentali dei due processi sono la simultaneità e la sincronizzazione: i processi sono paralleli e a ogni stadio di sviluppo corrisponde uno stadio di apprendimento.
3) Il processo di sviluppo è in qualche modo indipendente da quello dell’apprendimento, ma l’apprendimento coincide con lo sviluppo. Kurt Koffka (1886 - 1941), psicologo tedesco, esponente della psicologia gestaltistica (o psicologia della forma) afferma che lo sviluppo è caratterizzato da due processi che si condizionano reciprocamente. Da una parte c’à la maturazione (che dipende dallo sviluppo del sistema nervoso), dall’altra l’apprendimento, che è esso stesso processo di sviluppo. Questa teoria concilia le due precedenti e prende in considerazione l’interdipendenza (cioè la tesi secondo cui lo sviluppo è prodotto dall’interazione di due processi fondamentali). Il processo di maturazione prepara e rende possibile il processo di apprendimento, che a sua volta stimola e fa avanzare il processo di maturazione.
Lev Semënovič Vygotskij (1896 - 1934) parte dalla teoria che l’apprendimento nel bambino comincia prima dell’apprendimento scolastico e deve essere congruente col livello di sviluppo. I livelli di sviluppo individuati da Vygotskij sono due:
1) sviluppo affettivo (funzioni psico-intellettive);
2) area potenziale di sviluppo. Differenza fra compiti svolti con un’attività indipendente del bambino e il livello eseguibile con l’aiuto degli adulti. Con questo metodo è possibile misurare i processi che si stanno maturando e sviluppando. Ciò che il bambino può fare oggi con l’aiuto degli adulti, domani lo potrà fare da solo. Il buon insegnamento è quello che prepara lo sviluppo. L’apprendimento dà luogo all’area potenziale di sviluppo e stimola l’attività del bambino, è una corretta organizzazione posta allo sviluppo mentale di cui è momento intrinsecamente necessario. Lo sviluppo, quindi, segue l’apprendimento, ma non lo segue in modo simmetrico e parallelo. Sarà l’apprendimento a dare luogo all’area potenziale di sviluppo. 

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