lunedì 10 febbraio 2014

Le tappe dell’apprendimento nell’età prescolare

Le correnti di pensiero della moderna pedagogia si sono focalizzate in particolar modo nel delineare quali sono, in linea generale, le tappe dell’apprendimento in relazione allo sviluppo del bambino.
Ogni specie di apprendimento sta in rapporto con l’età; il bambino deve essere giunto a un certo grado di sviluppo, deve aver acquisito certe condizioni indispensabili perché l’apprendimento diventi possibile. Si parla, quindi, di un limite massimo ottimale.
Viene utile il paragone con gli studi dell’inizio del XX secolo del biologo olandese Hugo de Vries sull’ape: se a una certa età, e solo a quella, viene nutrita con la pappa reale, allora diventa un’ape regina. Lo stesso nutrimento in altra età non produce lo stesso effetto.
Maria Montessori ha sottolineato che periodi di particolare sensibilità a determinare sollecitazioni dall’esterno siano intimamente collegati allo sviluppo. L’apprendimento è quindi collegato all’età, poiché presuppone la maturità di certe condizioni (memoria, attenzione, sviluppo psico-motorio).
Un apprendimento che non si svolge entro le scadenze ottimali darà risultati negativi che si riflettono sfavorevolmente nel corso dello sviluppo intellettuale, dove assumono importanza anche quei processi in via di maturazione. Anzi, a questi processi non ancora completamenti maturi, spetta la massima rilevanza: un apprendimento ritardato esclude la possibilità di agire su questi processi non ancora maturi e di organizzarli.


Le tappe fondamentali dell'apprendimento per Lev Vygotskij

Lev Vygotskij
  1. apprendimento spontaneo (0/3 anni)
  2. apprendimento spontaneo-reattivo (3/6 anni)
  3. apprendimento reattivo (da 6 anni)

Lev Semënovič Vygotskij (1896 - 1934), psicologo sovietico, padre della scuola storico-culturale (corrente psicologica fondata alla fine degli anni Venti), individua tre tappe fondamentali nell’apprendimento:
1) apprendimento spontaneo (0/3 anni). Il bambino impara seguendo un suo programma personale. Fa ciò che vuole;
2) apprendimento spontaneo-reattivo (3/6 anni). Età pre-scolare: passaggio fra apprendimento spontaneo a apprendimento reattivo;
3) apprendimento reattivo (da 6 anni). Il bambino impara da un insegnante. Fa ciò che vuole la sua guida.
In questo articolo esponiamo  le linee di pensiero che si sono sviluppate in pedagogia agli inizi del XX secolo sull’apprendimento in età pre-scolare (l’analisi dell’età scolare sarà affrontata nel prossimo articolo).
Nel passaggio fra l’apprendimento spontaneo e quello reattivo il bambino fa ciò che vuole, ma vuole ciò che vuole la sua guida. Il nuovo tipo di apprendimento segue un programma che non è ancora scolastico, ma appartiene in proprio al bambino, pronto ad apprendere nella misura in cui il programma del maestro si trasforma in un suo programma.
Se nella prima età (0/3 anni) tutte le funzioni sono al servizio della percezione, nell’età pre-scolare, al centro della coscienza si pone la memoria, che riveste il ruolo fondamentale. La memoria permette una tesaurizzazione e una globalizzazione dei dati dell’esperienza immediata. Il pensiero muta: nell’età precedente il bambino si destreggia fra nessi visibili, mentre in questa altra età si destreggia fra le proprie rappresentazioni generali. Il pensiero si slega dalle cose sensibili, la rappresentazione generale è pronta a staccare la pregnanza del pensiero dalla concreta situazione spazio-temporale.

Il fatto che la memoria occupa il posto centrale nella coscienza porta tre conseguenze:

  1. lo sviluppo del linguaggio, che porta all’allargarsi delle generalizzazioni. La prima presenza di generalizzazioni presuppone già un primo gradino di pensiero astratto;
  2. il bambino indirizza i suoi interessi: questi sono determinati dal senso che lui attribuisce alle situazioni;
  3. si passa a un nuovo tipo di attività, cioè un’attività creatrice. Sorgono rapporti nuovi con la realtà e le prime istanze etiche. Si compone una visione del mondo, della natura, della società, di se stessi. Il bambino è idoneo a dare vita a un nuovo ciclo di apprendimento, finora inaccessibile. 

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