martedì 15 maggio 2012

La genealogia di Abramo

Storia del popolo ebraico
(dalle origini alla costituzione dello stato di Israele)
Capitolo 12 

Abramo ebbe un figlio dalla schiava Agar, Ismaele, da cui discesero gli ismaeliti (gli Arabi riconducono le loro origini proprio agli ismaeliti, ovvero alle tribù beduine del deserto meridionale della Palestina, stabilendo così l’antica parentela con gli Ebrei per tramite di Abramo).
Dio promette ad Abramo che avrà un figlio anche dalla moglie Sara e che avrà in eredità Canaan. Come segno del loro accordo Dio domanda di circoncidere ogni maschio della tribù, compreso Ismaele. La circoncisione non è una prerogativa esclusiva della famiglia di Abramo, essendo praticato da molte tribù del Vicino Oriente, compresi gli egiziani, oltre che da tribù africane e sudamericane.
La Genesi prosegue quindi con il racconto di Sodoma e Gomorra, altro esempio di punizione divina alla malvagità degli uomini, ove Dio, nonostante la promessa fatta a Noè, decide di sopprimere gli abitanti della città di Sodoma ove veniva praticata una forma di depravazione sessuale non meglio identificata. I resti di Sodoma e Gomorra, distrutte con una pioggia di zolfo e fuoco, non furono mai trovati. La parentesi della storia di Lot serve anche per introdurre la sua genealogia. Le sue figlie, infatti, metteranno al mondo un figlio ciascuna: il primo sarà Moab e diventerà il capostipite dei Moabiti, una tribù confinante con Israele; il secondo, Ben-Ammi, antenato degli Ammoniti, altra tribù limitrofa. Altro tema introdotto è quello mitico del divieto di voltarsi indietro, conosciuto anche dalla mitologia greca (Orfeo): nel caso della moglie di Lot poteva servire per spiegare le strane formazioni di sale che circondano il Mar Morto.
Dalla moglie Sara, Abramo ebbe finalmente Isacco, l’agognato figlio che il padre è disposto a sacrificare (a dimostrazione di una fede incrollabile) per richiesta di Dio, che poi provvede affinché il sacrificio non si compia fino in fondo. La vicenda del sacrificio di Isacco può essere interpretata sotto un’altra luce, ovvero il rifiuto di Dio a una pratica già in uso nei culti e nelle religioni mediorientali, compresa quella ebraica.
Da Isacco derivarono poi numerose nazioni. Abramo fa promettere al suo servo di recarsi nella sua terra natale per trovare una moglie per Isacco, poiché non vuole assolutamente che Isacco si sposi con una donna in mezzo alla quali abita, le cananee.
Quando Sara morì, Abramo la seppellì in una caverna a Hebron (nell’attuale Cisgiordania). L’episodio è interessante per il modo con cui egli acquisì la proprietà del terreno sepolcrale dagli abitanti, gli Ittiti. Nel racconto biblico viene spiegato in modo particolareggiato come Abramo si assicurò legalmente il suo diritto di proprietà e rappresenta quindi uno dei più antichi documenti di compravendita immobiliare.
Dopo che Sara morì Abramo prese in moglie un’altra donna, Chetura, da cui ebbe altri sei figli che diventarono capostipiti di altrettante tribù arabe, tra cui quella dei Madianiti, che in seguito troviamo nella storia di Mosè.
Nel raccontare la storia di Isacco e la moglie Rebecca, gli autori si macchiano di un’altra inesattezza cronologica, identificando un personaggio, Abimelech, come il re dei Filistei, tribù che avrà un ruolo importante nella storia di Israele, ma che comparirà sulla scena descritta moti secoli dopo gli avvenimenti narrati. 


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5 commenti:

  1. Sono costretta dal poco tempo a leggere sempre in fretta quello che scrivi, ma la prima volta che ho più tempo, ci sono articoli che mi piacerebbe gustare con più calma. Claudia

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  2. Bella l'interpretazione "alternativa" del sacrificio mancato...

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  3. Sì, infatti, è piaciuto anche a me!

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  4. Anche a me è piaciuto molto

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