venerdì 25 novembre 2011

Il popolo della Bibbia

Storia del popolo ebraico
(dalle origini alla costituzione dello stato di Israele)
Capitolo 4 

Tra l’epoca dei patriarchi e quella dei profeti, il mondo della Bibbia era un’area minuscola che però costituiva un ponte naturale fra Africa, Europa ed Asia e forniva un punto d’appoggio per i commercianti che attraversano il Mediterraneo, punto di convergenza di numerosi popoli che ebbero grande impatto sulla storia. Nella Bibbia quest’area viene chiamata Terra di Canaan (in quanto abitato dai Canaaniti o Cananei, che nella mitologia biblica erano i discendenti di Canaan, figlio di Cam e nipote di Noè) e comprendeva tutto il territorio a occidente del fiume Giordano (attualmente Libano, Palestina, Israele e parti di Siria e Giordania). Il fiume Giordano discende dai monti dell’Hermon e forma un lago, il Mar di Galilea o Lago di Tiberiade, prima di sprofondare nel punto più basso della terra, il Mar Morto, circondato da un deserto roccioso molto caldo. Nomadi, commercianti, invasori e conquistatori ridussero spesso la regione a un teatro di scontri sanguinari, fino ai tempi più recenti.
Assai prima che vi giungessero le popolazioni della Bibbia (su richiesta di YHWH), e prima ancora delle civiltà dell’Egitto e della Mesopotamia, la zona era abitata da alcune delle più antiche stirpi conosciute, un popolo dell’età della pietra denominato Natufian, nome derivante da Uadi en Natuf, sito posto nelle colline di Giudea, dove fu scoperta una caverna con uno dei più antichi insediamenti umani conosciuti, il villaggio di Eyan. Questa popolazione, risalente a un’epoca tra il 10.000 e l’8.000 a.C. furono tra i primi a vivere in villaggi permanenti. Durante i secoli numerosi popoli si stanziarono in queste zone, evolvendo gradatamente dallo stato di cacciatori-pescatori a quello di pastori nomadi, poi agricoltori stanziali e abitanti di città. Uno dei più antichi insediamenti umani fu la città di Gerico, descritta nella Bibbia, che già nel 3.000 a.C., all’epoca della costruzione in Egitto delle prime piramidi, possedeva un robusto sistema difensivo e un alto livello di organizzazione sociale.
Tra i vari gruppi che colonizzarono i territorio vi furono quello dei Cananei, degli Edomiti, dei Moabiti, degli Aborriti (o Amorrei), dei Gebusei e degli Ittiti.
Successivamente la regione costiera fu colonizzata attorno all’anno 1000 a.C. da un popolo le cui origini non sono chiare, (forse dalle isole di Creta e Cipro), i Filistei, che possedevano almeno cinque città: Gaza, Ashdod, Ekron, Gath e Ashkelon. Le prime notizie di questo popolo furono date dagli Egiziani antichi, che lo indicarono come uno dei “Popoli del Mare” che invasero l’Egitto durante il regno di Ramses III. Filistea (italianizzazione del termine biblico Peleshet) è il toponimo da cui deriva il termine Palestina. Palestina è quindi un nome ispirato ai Filistei. In epoca biblica i Filistei si scontrarono con gli Israeliti per un lungo periodo per finire sottomessi da re David e forse definitivamente sterminati, perché scomparvero come nazione e non sono più citati dai tempi delle invasioni degli Assiri.
Più a nord, in corrispondenza nel moderno Libano, erano stanziati i Fenici, abili navigatori e tinteggiatori dei tessuti. La terra di Canaan era circondata dalle due superpotenze del mondo antico. A nord e a est, tra il fiume Tigri e l’Eufrate, si estendeva la Mesopotamia, la culla della civiltà, ove si svilupparono le popolazioni degli Accadi, dei Sumeri, degli Assiro-babilonesi. All’estremità opposta l’Egitto. Imperatori dell’Egitto e della Mesopotamia si scontrarono nel corso dei secoli per il controllo della terra di Canaan. Poiché questa striscia di terra era incontro di commercianti, pastori e agricoltori sviluppò diverse divinità e religioni, benché quelle più adorate furono le divinità cananee. Il dio supremo, il creatore, era chiamato El e suo figlio, dio delle tempeste, Baal. Erano presenti anche molte divinità femminili, dee della fertilità, che si suppone comportassero riti a sfondo sessuale con il coinvolgimento dei sacerdoti (prostituzione sacra). Fu questo “paradiso del sesso” il minuscolo paese che gli Israeliti dicevano essere la terra promessa dal loro Dio. I seguaci di Mosè e i loro discendenti, tuttavia, ebbero delle difficoltà ad abbandonare l’allettante culto delle divinità femminili per l’unico culto di YHWH.
Esistono pochissime prove storiche o archeologiche che permettano di conoscedere i dettagli della popolazione che sarà chiamata popolo ebraico. Il nome forse deriva da una parola egiziana, “habiru”, termine spregiativo per indicare i forestieri. Nessuno conosce con esattezza da dove essi venivano né quando giunsero nella terra di Canaan, ma alcune prove farebbero supporre una provenienza dalla regione mesopotamica. La parola “Ebreo” deriva dalla traduzione in italiano del termine ebraico “ivri”, a sua volta derivato dal termine “aver”, che ha significato di “al di là del fiume”. Abramo fu colui che, spostandosi dalla Mesopotamia, è andato a vivere in terra d’Israele, “al di là” del fiume, e i suoi discendenti hanno quindi assunto l’attributo di ivrim.
Probabilmente Abramo apparteneva alla stirpe degli Amorrei (o Amorriti) che tra il XX e il XIX secolo a.C. si erano spostati con onde migratorie dalla Siria verso la Mesopotamia e la Cananea, a causa della progressiva desertificazione delle loro terre.
La trasformazione progressiva delle grandi famiglie patriarcali in ordinamenti più vasti di carattere statale caratterizza l’oriente mediterraneo, culla della civiltà, fin dal IV-III millennio a.C. La potenza delle formazioni statali è mantenuta attraverso un profondo legame con le divinità dei re e faraoni.
Le credenze religiose e la formazione di divinità antropomorfe furono necessari all’uomo, ancor prima della ragione e dell’osservazione, per la spiegazione dei fenomeni naturali: si formarono così miti intorno all’origine del mondo, al destino dell’umanità, alla morte e alle grandi forze che dominavano la natura.
Allo sviluppo della struttura sociale, con le inevitabili conseguenti lotte di classe e abusi di potere, derivò anche la necessità di formulare delle leggi scritte con l’intento di regolare le strutture fondamentali dello stato (famiglia, proprietà, lavoro). La conformità alla legge rappresenta il criterio originario della distinzione tra bene e male, dando l’avvio a una prima formulazione dell’etica.
Alle divinità furono attribuiti non soltanto i caratteri fisici dell’uomo (è l’uomo che crea il dio a sua immagine e somiglianza), ma anche i tratti caratteriali (volubilità, irascibilità, senso della vendetta).
Gli innumerevoli culti locali, disomogenei e disorganizzati, non poterono quindi essere idonei al pensiero dei ceti progrediti e delle classi più colte, che tentarono di sostituire alle religioni politeistiche antropomorfe il culto di un unico dio, creatore e protettore di tutti gli esseri viventi e di tutte le cose.
Nel popolo ebraico si sviluppò quindi un intransigente monoteismo. Già in Egitto, durante i regni di Amenhotep III e Amenhotep IV, nel XIV secolo a.C. fu fatto un tentativo di sostituire alle religioni politeistiche il culto di un unico dio solare, rappresentato sotto forma di un disco. La riforma non ebbe successo per la comprensibile opposizione della classe sacerdotale che aveva il dominio della vita pubblica. La religione ebraica non accettò compromessi o rapporti di complementarietà con altre religioni e coltivò nei suoi seguaci un acceso nazionalismo. La potenza della religione nello stato ebraico fu grandissima. Il dio, pensato degli uomini a propria immagine e somiglianza, viene offeso dal peccato nella sua santità e nella sua giustizia. Questo concetto del peccato come offesa alla perfetta giustizia ha implicato il sentimento e l’idea di un diritto naturale.
La concezione ebraica le altre concezioni religiose che vedevano all’origine un passaggio o un rapporto fra dei e uomini, svilupparono ampiamente la storiografica religiosa, che è diretta progenitrice della storiografia moderna.


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1 commento:

  1. ciao Monica ho trovato nel tuo post quello cercavo :la nostra preistoria ed il rapporto biblico tra il divino ed umano.A tal proposito,considerato che mi dedicherò ad una limitata ricerca sulla antica filosofia indiana,il tuo post mi servirà buon lavoro Monica.Bsta per leggerti per sapere alfredo

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