venerdì 25 novembre 2011

I libri dell’Antico Testamento e i diversi canoni

Storia del popolo ebraico
(dalle origini alla costituzione dello stato di Israele)
Capitolo 6 

L’elenco dei testi ritenuti ispirati da Dio e quindi sacri e normativi per una determinata comunità di credenti in materia di fede e morale sono: Canone ebraico, Canone samaritano, Canone ortodosso, Canone cattolico, Canone protestante, Canone copto, Canone siriaco.
Canone cattolico o canone alessandrino. I libri della Bibbia abbracciano circa duemila anni di storia. Durante questo periodo grandi imperi si succedettero sulla scena del vicino oriente e l’ebraico e l’aramaico caddero in disuso e furono sostituiti dal greco. Attorno al 250 a.C., quando molti Ebrei ormai non conoscevano più la lingua della loro antica religione, si decise di tradurre le Sacre Scritture in lingua greca. Vuole la tradizione che la traduzione fosse commissionata da Tolomeo II (282-246 a.C.), erede di Alessandro Magno, che governò l’Egitto dopo il Macedone. Per questa traduzione furono usati manoscritti della famosa biblioteca di Alessandria e che provenivano direttamente da Gerusalemme. Secondo la leggenda, la traduzione fu affidata a settantadue saggi, che seppur lavorando separatamente, ottennero lo stesso risultato in settantadue giorni. Il numero, arrotondato, dà così il nome alla versione dei Settanta (Septuaginita, in latino; O’ in greco). Al di là della leggenda di Tolomeo e dei Settanta, gli studiosi moderni concordano nel dire che la traduzione fu iniziata perché la vasta comunità ebraica che viveva in Egitto e nelle altre regioni del mondo ellenistico aveva difficoltà a capire l’antica lingua ormai in disuso. La Chiesa cattolica e ortodossa seguono questo canone alessandrino. I sette libri contenuti in più nella versione dei Settanta sono chiamati deuterocanonici e vengono inclusi nelle Bibbie moderne fra gli apocrifi (dal greco: nascosti).
Canone ebraico. Sette dei libri dei Settanta non furono considerati sacri (ovvero ispirati direttamente da Dio) dai rabbini ebraici che stabilirono il loro canone ufficiale (la Tanakh, acronimo formato con le parole ebraiche iniziali che designano rispettivamente la Torah, Legge o Insegnamenti; i Nevi’im, i Profeti, e i Kethvim, gli Scritti).
Canone protestante.Le comunità ecclesiali scaturite dalla riforma protestante del XVI secolo hanno ripreso ad usare, in opposizione al cattolicesimo, il canone che si è consolidato a partire dal II secolo nella corrente spirituale ebraica dei Farisei, unica superstite dopo la ribellione ai romani (prima guerra giudaica) culminata con la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.c. e dalla quale ha avuto origine l’ebraismo moderno. Ecco perché l’Antico Testamento nella Bibbia protestante è identico a quello della Bibbia ebraica, eccetto che per l’ordine e la numerazione di alcuni libri.
Altri canoni. Le chiese ortodosse e orientali riconoscono come sacri un numero di libri ancora maggiore.
La traduzione in latino. Quando il latino, la lingua ufficiale dell’impero romano, sostituì il greco come lingua comune del mondo occidentale, cominciarono a circolare traduzioni in latino di parti delle Sacre Scritture, anche in conseguenza del fatto che il cristianesimo aveva cessato di essere una religione fuorilegge per effetto dell’editto di tolleranza emanato dall’imperatore Costantino nel 313 d.C.
La versione latina ufficiale di deve però a un sacerdote, Girolamo, che a partire dal 382 d.C. traspose in latino sia le Antiche Scritture sia il Nuovo Testamento. Girolamo lavorò alla traduzione  operando per vent’anni a Betlemme, nella città natale di Gesù. Anziché basarsi sulla traduzione greca dei Settanta, utilizzò i testi ebraici e aramaici originali. L’opera venne completata nel 405 d.C. ed è nota come Versio vulgata, o Vulgata. Girolamo mantenne nella traduzione il nome di Gesù, così come i traduttori greci del I secolo del Nuovo Testamento avevano tradotto la parola ebraica Joshua.
I masoreti. Quasi contemporaneamente alla stesura della Vulgata, una scuola di biblisti Ebrei attivi nel Medioevo tra il 500 e il 1000 d.C., i masoreti, aggiunsero ai testi delle Antiche Scritture le vocali mancanti e gli accenti. Tuttavia anche le copie integrali più antiche del testo masoretico (il codice di Leningrado e quello di Aleppo) risalgono solamente all’anno 1000 d.C.
Le traduzioni nelle lingue moderne. Fu a seguito della riforma protestante che le Sacre Scritture vennero tradotte dall’ebraico, greco e latino dalle lingue usate dal popolo, prime il tedesco e l’inglese.

TORNA ALL'INDICE                                                 CAPITOLO SUCCESSIVO

Nessun commento:

Posta un commento