domenica 27 novembre 2011

Dislessia: la lettura come rivelatore

Appare evidente che la lettura rivela questo universo ambiguo e mette duramente alla prova i sistemi di riferimento che il bambino si è costruito. La lettura effettivamente esige:
- un orientamento fisso: si legge da sinistra a destra, in tutte le righe e dall’alto al basso del foglio;
- una visualizzazione e una fissazione delle forme. Ogni parola e ogni lettera hanno una loro forma orientata;
- una “distanza”, in relazione alle parole, alla loro lettura e alla punteggiatura. Si deve prevedere il significato che la parola avrà nella frase per padroneggiare il ritmo del suo svolgimento. Questa “distanza” richiama la memorizzazione del significato delle parole passate per seguire gli orientamenti che prevede il testo. A proposito di questo particolare lavoro intellettuale, il filosofo francese Henri-Louis Bergson scrive nella sua celebre lezione sullo “sforzo intellettuale”: «Questo lavoro di interpretazione è troppo facile quando sentiamo parlare la nostra lingua, poiché abbiamo il tempo di scomporla nelle sue varie frasi. Ma ne abbiamo una chiara coscienza quando conversiamo in una lingua straniera che conosciamo imperfettamente. Ci rendiamo conto allora che i suoni distintamente intesi ci servono come punti di riferimento che ci collochino di primo acchito in un ordine di rappresentazione più o meno astratta, suggerito da ciò che l’orecchio sente (o da ciò che l’occhio vede nella selezione delle parole caratteristiche) e che, una volta adottato questo “tono” intellettuale proseguiamo con il significato concepito, incontro al percepito…» (Henri-Louis Bergson, L’energie spirituelle, conferenza 6);
- una padronanza della relazione significato-suono che permette di discriminare significati differenti e suoni uguali (omonimi), così allo stesso modo suoni differenti e significati uguali (sinonimi);
- una capacità di organizzazione superiore per padroneggiare la sintessi;
- una sincronizzazione della lettura, che comporta movimenti loculo-motori, un linguaggio interiore, articolazione e pronuncia coordinati con movimenti respiratori.
A queste condizioni particolari se ne aggiungono tre generali quali la padronanza della comunicazione verbale (scioltezza nel linguaggio parlato), il passaggio permanente dall’analisi alla sintesi e viceversa, la stabilità affettiva necessaria per ogni tipo di apprendimento.

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