martedì 29 novembre 2011

Dislessia: disturbi dovuti a una cattiva percezione uditiva

Se il bambino presenta disturbi di questo genere può trovare difficoltà, per esempio, a distinguere fonemi acusticamente simili fra loro (p-b; t-d; ca-ga; ci-gi; f-v; s-z; m-n). È possibile che egli capisca "pitone" al posto di "bidone", oppure può ripetere le parole sentite per generalizzazione: "ippopopamo" al posto di ippopotamo); può compiere delle inversioni: "areoplano" al posto di aeroplano; delle omissioni: "parapoggia" al posto di parapioggia ecc. Conseguentemente il linguaggio orale è turbato anche nell'aspetto semantico e sintattico, per esempio, quando il bambino confonde e usa in modo non appropriato termini come "quanto" e "quando".
Oltretutto questa difficoltà di analisi dei dati uditivi porta il bambino a percepire come un tutto indissociabile alcune parole o frasi, e la comprensione rimane parziale o deformata. Il fanciullo non percepisce la funzione esatta delle diverse parole (verbi, nomi, aggettivi ecc.) Riguardo all'ortografia si hanno i seguenti tipi di errori:
- errori fonetici: il bambino scrive con gli stessi errori le parole che pronuncia male;
- inversioni cinetiche: il bambino scrive "clo" invece di "col", anche se ha ripetuto correttamente questo tipo di lettere prima di scriverle. Egli ha colto gli elementi del suono ma non ha preso coscienza del fatto che nella frazione di secondo durante la quale è stata pronunciato, la "o" viene prima della "l" e dopo la "c": non ha percepito tutte le relazioni esistenti fra questi tre elementi e non è giunto a situare prima nel tempo e poi nello spazio gli elementi dell'insieme. Si può pensare che le nozioni temporo-spaziali "prima" e "dopo" siano state esse stesse confuse;
- mancata individuazione delle parole: il bambino scrive "non s'intende" al posto di "non si tende", coinvolgendo il livello semantico.

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