martedì 28 ottobre 2014

Dal movimento partigiano alla Costituente

Il movimento partigiano è influenzato da ideali di rinnovamento, sia negli ambienti comunisti sia in quelli cattolici di sinistra. Gli alleati sostengono questa ondata di rinnovamento. Si costituiscono i comitati di liberazione nazionale (Cln).
Quando Roma viene liberata dagli alleati, il Re è costretto ad abdicare e delegare momentaneamente i poteri al figlio. Si ha un governo luogotenenziale che lavora con i rappresentanti dei partiti che stanno partecipando alla resistenza.
I tedeschi costituiscono la linea Gustav (dalla foce del Garigliano a quella del Sangro, passando per Cassino), che divide in due l’Italia: a Nord i tedeschi e a Sud gli alleati. Vengono deportati circa 600.000 soldati. Mussolini viene liberato e viene proclamata la Repubblica sociale italiana (Rsi), con capitale a Salò. In meridione permane il governo Badoglio e non arrivano gli ideali di rinnovamento della resistenza.
Sorge ora il problema della pace, poiché non è chiaro a che condizioni si debba firmarla. Anche sul ruolo della monarchia cominciano a nascere controversie. Queste questioni, unite al problema economico, fanno saltare il governo Parri (dicembre 1945), in carica da soli 5 mesi, istituito nel periodo costituzionale transitorio dopo la caduta del governo Mussolini. Si forma il governo De Gasperi: il peso della sinistra è minore che in precedenza. Alcide De Gasperi liquida i Cln come richiesto dai liberali, nonostante la pressione di Nenni e Togliatti. Nella primavera del 1946 si blocca l’inflazione.
Con decreto luogotenenziale si fissa il referendum per la scelta fra monarchia e repubblica: per la prima volta in Italia la votazione avviene per suffragio universale maschile e femminile. Per pochi voti (con percentuali differenti fra Nord e Sud) il referendum decreta la repubblica. Viene eletto il liberale Enrico de Nicola come capo provvisorio dello stato, e si dà incarico a un’assemblea (la Costituente) di stendere la Costituzione.
L'Assemblea Costituente della Repubblica italiana
Tra l’autunno del 1946 e la fine del 1947 avvengono fatti politici di una certa importanza: fine dei governi “rossi” e inizio dei governi “rosa”; lancio di un prestito pubblico per la ricostruzione che però fa riscoppiare l’inflazione; inasprimento dello scontro politico internazionale fra Est e Ovest che fa temere per la terza guerra mondiale; negli Usa si diffonde la dottrina Truman per contenere l’avanzata comunista, supportata economicamente dal piano Marshall, piano di integrazione economica fra i paesi capitalistici (compresi Canada e Giappone) a funzione imperialistica, uniti per lo sfruttamento dei paesi del terzo mondo. Gli Usa hanno una funzione di guida e di banca: il dollaro è l’unica moneta credibile e viene usata per gli scambi internazionali.
In Italia si sviluppa la media tecnologia. De Gasperi firma il trattato di pace. Nasce i Psdi e maturano i tempi per la cacciata delle sinistre. Saragat si stacca dal Psi. Nel 1947 vengono estromesse le sinistre dal governo e vi entra il Psdi. Si formano governi centristi. Si decide la stabilizzazione monetaria, vengono vietati i prestiti delle banche (stretta creditizia), e di conseguenza falliscono le piccole imprese e gli artigiani. Si blocca lo sviluppo industriale.
Per le elezioni del 1948 viene sfruttato il vento conservatore del meridione. La propaganda è cattolica, conservatrice e antibolscevica. Il Pci fa propaganda unitaria insieme al Psi contro da Dc, ma il risultato delle elezioni fa sfumare ogni tentativo di comunismo e socialismo: la Dc ottiene il 48% dei voti. Nella pubblica amministrazione (apparati amministrativi e giudiziari) non riesce l’epurazione dai fascisti: saranno questi a dover applicare la Costituzione. Vengono estromessi i comunisti dalle fabbriche e dalla polizia a favore di contadini del Sud. L’Assemblea costituente relaziona la Costituzione nel febbraio del 1947, mediazione fra il conservatorismo del Sud e il progressismo del Nord. Non si provvede però a modificare le leggi fasciste in contrasto con i suoi principi. La Costituzione entrerà in vigore il 1 gennaio del 1948. 

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