lunedì 3 ottobre 2011

La biblioteca di Alessandria è stata il più grande centro culturale del mondo antico. Fu costruita durante il regno dei Tolomei d'Egitto, nel III secolo a.C. e si dice arrivasse a custodire circa 500.000 rotoli. Andò distrutta dopo un assedio qualche centinaio d'anni dopo Cristo. Erano custoditi qui i manoscritti originali dell'Antico testamento provenienti da Gerusalemme a cui settanta saggi lavorarono alla traduzione in greco, e qui insegnarono studiosi quali Erastotene, Archimede, Euclide, Tolomeo e Plotino. Ad Alessandria, tra la fine del IV e l'inizio del V secolo d.C. insegnò, per oltre vent'anni, la scienziata e filosofa Ipazia, iniziata agli studi scientifici dal padre Teone. Ipazia, filosofa neoplatonica pagana, studiosa di matematica, astronomia e filosofia lasciò al mondo numerose opere: un Canone astronomico, un Commentario sull'Arithmetica di Diofanto di Alessandria, un Commentario sulle Coniche di Apollonio di Perga e curò l'edizione di un'opera di suo padre, il Commentario sull'Almagesto di Tolomeo. Ipazia fu uccisa da un gruppo di cristiani nel mese di marzo del 415. Da allora i suoi studenti lasciarono la città e Alessandria perse il ruolo avuto nell'antichità.
Alla biblioteca di Alessandria e a Ipazia è dedicato questo blog.